Adesione di M-48 alla “Settimana rossa” 25 aprile-1 maggio

E’ il momento di passare all’azione. Le misure reclusive della quarantena non possono e non devono servire come scusante alle gravissime carenze dello stato italiano, il quale fin da subito ha messo al primo posto gli interessi della Confindustria rispetto alla salute. La colpa delle migliaia di morti che la nostra gente sta piangendo non è già la corsa mattutina di qualche runner, né la passeggiata col cane, né tantomeno la spesa al supermercato ripetuta alcune volte a settimana, ma va anzi ricercata nella distruzione del Sistema Sanitario Nazionale, dissanguato e svenduto agli sciacalli del mercato in nome di una pretesa maggiore efficienza che sta mostrando tutti i suoi meriti in Lombardia, regione più colpita dalla pandemia e col maggior numero di decessi. Il governo Conte ha ipocritamente impedito a 60 milioni di italiani di uscire a prendere un gelato, mentre ogni giorno gran parte di questi sono costretti ad ammassarsi nelle fabbriche, nei supermercati, durante il trasporto delle merci…Tutto ciò è avvenuto nel silenzio generale: nessuna contestazione né da parte del centrodestra “sovranista”, annebbiato dal feticismo per lo stato di polizia, né da parte del centrosinistra fino a ieri così geloso dei diritti dei cittadini. Per questo rispondiamo all’appello fatto dal Partito dei Carc per una “settimana rossa ” dal 25 aprile al primo maggio per contestare il grave operato del governo e le manifesta incapacità del sistema capitalista di difendere la salute e la libertà delle persone.

Comitato Centrale del Movimento ’48

Di seguito il testo dell’appello: https://www.carc.it/2020/04/03/appello-costruiamo-insieme-la-settimana-rossa-25-aprile-primo-maggio-prendiamo-esempio-dai-partigiani-per-costruire-il-nuovo-25-aprile/

Ai partiti o organismi comunisti
Ai comunisti ovunque collocati
Ai patrioti
Ai progressisti

Ai gruppi dirigenti nazionali e locali di PC, FGC, PCI, FGCI, PRC, GC, PaP, La Città Futura, Fronte Popolare, PCL, PdAC, Rete dei Comunisti, Sinistra Anticapitalista, Sinistra Classe Rivoluzione, PMLI, Proletari Comunisti, Coordinamento Comunista Lombardo e Toscano, Teoria e Prassi, Liberiamo l’Italia, M-48, Nuova Direzione, SiCobas, USB, CUB.

La Direzione Nazionale del P.CARC ha diffuso il 29 marzo un appello “ai comunisti, agli operai, ai lavoratori, ai patrioti, ai progressisti” per “promuovere ovunque l’organizzazione, il coordinamento e la mobilitazione delle masse popolari a far fronte all’emergenza sanitaria, economica, sociale e politica”.
Sulla base delle risposte e dei riscontri lo rinnova oggi con una proposta pratica.
Lo rivolge ai tanti partiti e organismi comunisti e ai tanti compagni che hanno la falce e il martello nel cuore. E’ solo perché i partiti e gli organismi nel nostro paese sono tanti, e non per volontà di escluderne alcuno, che l’elenco risulterà parziale e manchevole. Chi ne fosse escluso si faccia avanti se ne condivide il contenuto. Non è più il tempo delle formalità, è il tempo della costruzione dell’unità di azione.

Compagni, due sono i criteri che devono guidarci nella situazione straordinaria in cui ci troviamo:

– NO a sottostare alla propaganda di guerra e alla retorica dello “stare tutti a casa” e “andrà tutto bene”: finché gli operatori sanitari non hanno dispositivi di protezione individuali efficaci e a sufficienza, le fabbriche rimangono aperte, i lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata sono abbandonati a loro stessi, fino a quando alla popolazione non è assicurata la distribuzione di mascherine, disinfettanti e altri dispositivi di protezione individuale, parlare di “contenimento del contagio” è una presa in giro!

– Sì a mobilitarsi per occuparsi delle condizioni di vita e salute delle masse popolari e delle condizioni di lavoro di milioni di operai delle aziende capitaliste, di lavoratori del settore pubblico e in particolare della sanità, di piccoli commercianti, partite IVA, precari, lavoratori a chiamata, disoccupati, lavoratori in nero. Mobilitarsi in modo responsabile per non aggravare la situazione creata dalla criminale gestione dell’emergenza sanitaria da parte della classe dominante, delle sue istituzioni e autorità, ma in modo risoluto perché l’unica soluzione positiva viene dalla classe operaia e dalle masse popolari organizzate. I lavoratori e le masse popolari organizzati possono prendere in mano e risollevare le sorti del paese.

In questi giorni, per assecondare Confindustria, il governo Conte sta cercando il modo per far ripartire a pieno regime le aziende, nonostante l’emergenza sanitaria sia tutt’altro che rientrata. Non sappiamo se, per questo motivo e per timore che cresca la protesta e la disobbedienza, nelle prossime settimane saranno selettivamente e progressivamente allentate alcune delle misure con cui, con il pretesto del “contenimento del contagio”, il governo ha imposto un regime poliziesco e di arbitrio. Sappiamo di certo che il governo non ha fatto stare a casa con garanzia di salario pieno i lavoratori addetti a produzioni non essenziali e non ha assicurato condizioni di sicurezza a quelli che fanno produzioni essenziali, ma ha vietato le assemblee sindacali e criminalizzato i lavoratori e sindacalisti che protestano e scioperano per la sicurezza e l’igiene sul posto di lavoro!

Indipendentemente da quelle che saranno le disposizioni, quindi, facciamo appello a tutti i partiti e gli organismi comunisti, a tutti i comunisti ovunque collocati, a tutti i patrioti e progressisti a organizzare fin da subito una settimana di mobilitazioni unitarie, una settimana rossa dal 25 Aprile al 1° Maggio in ogni territorio sui seguenti punti.

1. Assunzione immediata e con procedura d’emergenza dei medici, infermieri e operatori sanitari necessari alla cura dei contagiati e degli altri malati, a somministrare i tamponi e verificarne l’esito, a garantire cure e prevenzione ad anziani, disabili, immunodepressi e altre categorie a rischio e che necessitano comunque di assistenza particolare, stabilizzazione di tutto il personale precario che lavora negli ospedali pubblici e privati, integrazione del personale di Emergency, di Medici Senza Frontiere e di altre organizzazioni simili operanti nel nostro paese: anche prima dell’epidemia da Coronavirus gli ospedali pubblici erano sotto organico, per avere rapidamente l’assistenza sanitaria chi aveva i soldi si rivolgeva ai privati, le cure ad anziani, disabili e immunodepressi erano carenti, molte case di riposo per anziani erano dei lager, poco meglio delle prigioni e dei campi di concentramento per immigrati.

2. Requisizione senza indennizzo degli ospedali privati, impiego degli ospedali e di tutte le risorse sanitarie delle Forze Armate, riapertura dei presidi ospedalieri chiusi, uso degli edifici vuoti a disposizione dello Stato, delle Regioni, dei Comuni e di altri enti pubblici e requisizione senza indennizzo di quelli di proprietà delle grandi immobiliari, del Vaticano, delle Congregazioni e Ordini religiosi e dei ricchi per allestire in tempi rapidi reparti di terapia intensiva per curare i contagiati con sintomi gravi e i posti letto necessari a curare i contagiati con sintomi lievi e gli altri malati: vanno garantite le cure a tutti i contagiati e anche a tutti gli altri malati. No a scegliere quali contagiati curare e quali no perché mancano posti in terapia intensiva. No a privare delle cure chi è malato di altre patologie perché gli ospedali sono pieni di contagiati!

3. Conversione di tutte le aziende che possono facilmente produrre quello che serve alla cura dei malati e alla protezione del personale sanitario negli ospedali, alla prevenzione dei contagi nelle aziende che devono continuare a funzionare e nelle zone d’abitazione: non servono abiti di alta moda, profumi e auto di lusso, F35 e altre armi! Servono mascherine, disinfettanti, guanti e tute protettive, respiratori! Armani, Dior e simili si sono messi a fare mascherine e disinfettanti? Bene, era ora! Che Bergoglio mostri nella pratica la buona volontà che proclama e di avere sul clero, sulle Congregazioni e gli Ordini religiosi e sui suoi fedeli il potere che a suo dire Dio gli ha conferito. Ma siamo nel pieno di un’emergenza: la conversione a produzioni utili all’emergenza e la loro distribuzione vanno organizzate su scala nazionale e con una visione d’insieme, non in ordine sparso e lasciate alla libera iniziativa (benevola o interessata che sia), alle donazioni e alla speculazione.

4. Sanificazione degli ospedali, delle aziende che devono continuare a funzionare, di supermercati, farmacie e altri centri di distribuzione di beni e servizi essenziali, delle strutture residenziali per anziani, disabili, ecc., delle carceri, dei campi di concentramento degli immigrati e di tutte le strutture e luoghi d’abitazione e lavoro, delle strade e dei mezzi di trasporto, con frequenza decisa in base al rischio di esposizione al contagio: la prevenzione del contagio non va lasciata alla disponibilità di soldi o alla buona volontà, ma organizzata dalle autorità pubbliche ordinarie o d’emergenza.

5. Distribuzione alla popolazione di mascherine, disinfettanti e altri dispositivi di protezione individuale (DPI) e comunque fissazione amministrativa dei prezzi a cui vengono venduti nelle farmacie, nei supermercati e online.

6. Garanzia di un salario dignitoso e condizioni di lavoro sicure a chi continua a lavorare per produrre beni e servizi necessari alla cura dei malati, alla prevenzione dei contagi e all’approvvigionamento di quanto necessario alla popolazione per vivere, blocco dei licenziamenti, stabilizzazione dei precari e nuove assunzioni per garantire la produzione dei beni e servizi necessari senza danno per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

7. Chiusura temporanea delle aziende finché la loro produzione non diventa indispensabile per la popolazione, con garanzia di salario pieno ai lavoratori per tutto il tempo in cui le aziende restano ferme, blocco dei licenziamenti e prolungamento dei contratti precari.

8. Integrazione delle produzioni essenziali svolte da lavoratori autonomi e assegnazione di un reddito dignitoso e sospensione di tasse, mutui, ecc. per i lavoratori autonomi che non svolgono attività essenziali.

9. Mobilitazione dei disoccupati con assegnazione di un salario e, su base volontaria, dei lavoratori delle aziende temporaneamente chiuse, degli studenti che hanno superato la maggior età e dei pensionati in buona salute, per svolgere le attività necessarie alla lotta all’epidemia.

10. Indulto per i detenuti sociali e loro assegnazione a lavori utili per far fronte all’epidemia, con assegnazione di un salario e di un’abitazione a chi ne è privo; lo stesso per i migranti attualmente reclusi in centri comunque denominati.

11. Sospensione degli sfratti a tempo indeterminato, assegnazione di un’abitazione dignitosa a chi ne è privo o vive in abitazioni insalubri e che non garantiscono dal contagio.

12. Mobilitazione delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate ai controlli negli ospedali e nelle aziende, a impedire speculazioni e usura, a lavori utili a far fronte all’epidemia, integrazione con Brigate di Solidarietà

Dal 25 Aprile al 1° Maggio una “Settimana rossa” in ogni territorio: 10, 100, 1000 iniziative

di mobilitazione per i provvedimenti urgenti necessari a far fronte all’emergenza sanitaria, economica, sociale e politica e per sostenere ogni gruppo di lavoratori che protesta, sciopera e si organizza per farli attuare,

di coordinamento tra le forze democratiche e popolari del paese (sindacati di base e sinistra CGIL, Movimenti di lotta per la casa e sindacati inquilini; movimento NO TAV, NO TAP e altri, comitati di difesa della sanità, Emergency, Medicina Democratica, Medici senza Frontiere, Brigate di Solidarietà, ecc.),

– di antifascismo popolare che unisce la classe operaia e le masse popolari nella lotta per farla finita con il capitalismo, la miseria, l’oppressione di classe e i privilegi di contro all’antifascismo padronale che mette masse contro masse e difende il potere di un pugno di capitalisti di decidere della vita del resto della popolazione, le cricche di potere, il clientelismo, le stragi di Stato,

di promozione della gloriosa esperienza del movimento comunista italiano e internazionale, contro il revisionismo storico e i tentativi di equiparazione del comunismo con il nazismo e il fascismo,

di liberazione del paese dalla sottomissione alla NATO, alla UE e al Vaticano.

10, 100, 1000 iniziative che ogni partito e organizzazione articola nei modi e nelle forme che ritiene più adeguati e conformi alla propria natura e al proprio ruolo, ma in quadro unitario e in ottica lungimirante.

La promozione unitaria di questa “Settimana rossa” sarà anche l’occasione per sviluppare il dibattito e il confronto sulle lezioni dell’esperienza rivoluzionaria che ha fatto la storia del secolo scorso: la Rivoluzione d’Ottobre, la costruzione dell’Unione Sovietica guidata da Lenin prima e da Stalin poi e degli altri paesi socialisti, la vittoria sul nazifascismo, la rivoluzione antimperialista e anticoloniale che ha prodotto la Repubblica Popolare Cinese, la Repubblica Popolare Democratica di Corea, il Vietnam, Cuba e altri paesi e che ancora oggi anima la resistenza di paesi come il Venezuela e altri. È l’esperienza sui cui insegnamenti si deve basare chi vuole costruire un futuro eliminando il sistema capitalista e instaurando il socialismo.

Compagni, è il momento dell’azione e dell’organizzazione per tutti i comunisti e i lavoratori!

Per la Direzione Nazionale del P.CARC

il Segretario Nazionale

Pietro Vangeli