Basta morti sul lavoro!

Il frecciarossa, vanto dei SiTav, che ieri è deragliato ed ha causato la morte dei 2 macchinisti

Oggi 7 febbraio 2020 siamo a 46 morti sul lavoro.
Probabilmente i nostri politici non ne parleranno granché, probabilmente movimenti e partiti che si dicono a difesa del popolo, neanche saranno colpiti da questi 46 lavoratori, cittadini, che hanno dato la loro vita in cambio del nulla.
Ma non lasciamo che la loro morte sia solo un brutto gioco del destino, muoviamo la nostra lotta anche per loro, per le loro famiglie, perché nel nostro mondo, quello che ci prefiggiamo di creare, ciò non accadrebbe, il lavoratore sarebbe indiscutibilmente protetto e trattato come chi dona sudore e sangue per il suo paese dovrebbe essere trattato.
Ieri sono morti due macchinisti, Giuseppe e Mario, ieri l’altro un ragazzo di 20 anni, schiacciato da un tir, cosa che non succede raramente. L’8 gennaio Marco, un operaio colpito da un pezzo caduto da una gru. Gianni, Trapanese, morto schiacciato dal ramo di un albero che stava potando per 10 euro. Insomma, se andassimo avanti e dicessimo un nome di un caduto sul lavoro, da 10 anni a questa parte, al giorno, finiremmo fra 35 anni.
La difesa, e ascesa, della classe lavoratrice è il principale obbiettivo della nostra opera Rivoluzionaria, mai ci fermeremo e nulla potrà distrarci o sopraffarci, per la Libertà del Popolo e la Sicurezza del Lavoro.

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