Bergoglio: “il sovranismo mi ricorda il nazismo”


Che dire, la storia della Santa Romana Chiesa è lunga e complessa, ma dalla Donazione di Costantino all’esenzione sulle tasse, passando per Pio IX e i Patti Lateranensi, si scopre un leitmotiv di prevaricazioni, furti e plagio ai danni del popolo italiano. La Chiesa ha passato anni a difendere il suo monopolio culturale, a reprimere ogni moto modernista e progressista, a bruciare eretici e perseguitare miscredenti. La Chiesa ha manipolato il voto di milioni di italiani tramite la sua propaganda parrocchiale, ha imposto per secoli una cultura reazionaria che solo ultimamente sta venendo meno, è stata complice di regimi oscurantisti, da quello dei Borbone a Pinochet. Il Vaticano dispone di un patrimonio quantificabile in miliardi di euro, del 20% degli immobili italiani e di ben 23mila fra immobili e terreni nella sola Capitale. Date a Cesare quel che è di Cesare: la Chiesa amministri la vita spirituale, rinunci a quella che è la proprietà indiscutibile del popolo italiano. Siamo stufi di diver garantire ancora oggi i privilegi di una casta sacerdotale relitto di tempi passati, oramai dedita unicamente a perpetuare il proprio sistema gerarchico e coercitivo. Il nostro non è un attacco alla dottrina di Cristo o ai suoi seguaci, ma un attacco a chi, ancora oggi, utilizza un diritto divino per ottenere guadagni mondani. Il Papa furbescamente associa il termine “sovranismo” al liberista federalista Salvini, infangando la doverosa lotta per l’indipendenza nazionale e per la pace fra i popoli. O meglio, si nasconde nell’ambiguo, attaccando una pretesa volontà d’isolamento, proprio quella che fomentano i vertici europei con le loro politiche basate sulla competizione, gli stessi vertici da lui elogiati, con la speranza che abbiano la forza dei “padri fondatori”. Che i liberisti se ne vadano dall’Italia e dall’Europa, e che si portino dietro il loro amico Francesco.