Che cosa fare?

Questa è la domanda che tutti, o quasi, si pongono: “che cosa fare?”. Molti, scoraggiati dall’asprezza della lotta scelgono la rinuncia, l’eterna amarezza e di abbracciare il pensiero, in un certo senso confortante, dell’immutabilità dello status quo.

Non bisogna ingannarsi: la lotta è veramente dura, veramente difficile ed assolutamente impari, ma questa non è una buona scusa per abbandonarsi al disfattismo o rinnegare la verità. Proprio perché coloro che combattono per un mondo migliore sono in pochi, occorre che ognuno di loro capisca quanto è fondamentale la sua azione, quanto il suo stesso esistere rappresenta il fallimento pratico del sistema.

Il regime non aspetta altro che la resa di coloro che resistono, e dato che l’assalto frontale del consumismo non sembra avere vinto questi si cerca di prenderli per fame, operandosi in una guerra psicologica che mira a distruggere le menti ed i cuori, al fine di eliminare l’azione, o di corromperla rendendola sterile.

La lotta va portata avanti, anche da soli se serve, anche nel modo più semplice, ma la passività è da evitare ad ogni costo. Essa è il supremo tradimento poiché significa la resa, significa aver ripudiato persino l’ipotesi della vittoria. E’ certo che la lotta, per essere efficace, debba essere portata contro alla totalità del sistema, non solo in chiave economica o politica, ma anche in chiave morale ed umana.

Sono tre i grandi rifiuti da opporre al regime:

-Rifiuto del machiavellismo e della logica dell’interesse, per un’azione corretta ed onesta, volta alla Giustizia, basata su principi e non su interessi.

-Rifiuto del sistema morale capitalista, liberandosi quindi dalla gerarchia, dall’egoismo, dal narcisismo e dal feticcio della competizione.

-Rifiuto del compromesso. E’ un vanto, una necessità ed un dovere essere radicali in ogni proposta ed in ogni atteggiamento. La nostra guerra è guerra di principi, guerra mortale che non conosce mezze misure.

Solo rifiutando il sistema in toto sarà possibile pensare un nuovo mondo. Solo avendo la certezza della vittoria questo mondo diventerà realtà.