Chi attacca Paragone? di Leonardo Sinigaglia

Nemmeno un giorno dopo l’annuncio stampa del partito, Gianluigi Paragone è già bersaglio di attacchi ferocissimi e disperati. Da che parte vengono? Stranamente, non dalla “sinistra” liberal, ferocemente allergica ad ogni ipotesi “sovranista“, ma dalla destra, e che destra! Contro il senatore si raccoglie un fronte che va dal Corriere della Sera al Primato Nazionale, passando per il youtuber Luca Donadel, icona della galassia “alt-right” italiana. Le accuse si assomigliano tutte, sia nei contenuti che nella scompostezza: paragone sarebbe un “gatekeeper“, al soldo di Soros, reo di coinvolgere “non-bianchi” e di sostenere il “Piano Kalergi“. Insomma, una vera e propria fiera dell’idiozia messa in campo dal fronte fascio-confindustriale.

Ma guardiamo ai fatti nel dettaglio: -Il primo caso è quello di Donadel, che con un suo video diventato virale sui social “svela” il segreto del dominio del neonato partito, italexit.it. Ebbene, questo dominio sarebbe collegato a società che avrebbero fra gli altri clienti anche associazioni di supporto per gli immigrati irregolari e pro-accoglienza. Che scoop! Donadel, come suo stile, ha preso fatti isolati, perfettamente spiegabili, e collegandoli in maniera ballerina e scandalistica ha creato l’ennesima notizia vuota e montata.

Qui il video di Donadel—>https://www.youtube.com/watch?v=5Ul7cwnckGM

E qui la risposta di Paragone—>https://www.facebook.com/gianluigi.paragone/videos/572969223373162 –

Il secondo attacco è quello portato da Aldo Grasso, che dal Corriere della Sera porta a Paragone l’accusa di essere un fallito, una nullità, e il suo progetto esclusivamente facciata mediatica

(https://www.corriere.it/padiglione-italia-grasso/20_luglio_25/anagramma-gianluigi-paragone-a82a9580-cea2-11ea-800a-f9b8d2d34e84.shtml)

Insomma, una sequela di insulti schiumanti e con quel tocco di saccenza tipico del mondo liberale. Il terzo attacco, e manco a dirlo il più stupido, viene dal Primato Nazionale, blog di Casapound, dove un tale camerata Eugenio Palazzini ventila l’ipotesi di un oscuro collegamento fra la sardina dissidente Stephen Ogongo e il nuovo progetto di Paragone, rafforzata da collegamenti telefonici scoperti grazie al grande scoop dello youtuber destrorso. (https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/italexit-ex-sardina-ogongo-dietro-nuovo-partito-paragone-163678/)

Che dire di questo fuoco di sbarramento se non che evidentemente all’interno dell’asse Salvini-Meloni qualcuno si sta seriamente preoccupando di perdere i voti faticosamente conquistati tramite una truffaldina campagna elettorale all’insegna dell’uscita dall’Unione Europea, prontamente disattesa. E allora gli ordini vengono mandati e i servi, ubbidienti, eseguono: “Paragone servo di Soros! Sostituzione etnica! Venduto! Traditore! Gatekeeper!“. Che questo spinga ad una riflessione.

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