Col Venezuela che resiste, onore alla casa di Bolivar!

Da anni ormai il Venezuela, simbolo del bolivarismo in sudamerica, insieme alla Bolivia di Evo Morales, è sotto attacco dalla borghesia e dagli Stati Uniti.

Il paese era, grazie al socialismo chavista, il più ricco in Sudamerica e le politiche di welfare di Chavez e di Maduro hanno migliorato incredibilmente la vita delle persone, con la povertà scesa di diverse decine di punti percentuali rispetto al periodo liberista. Ma da alcuni anni gli Stati Uniti, che si sono autoproclamati poliziotti anti-socialisti del mondo, hanno iniziato a bombardare il paese di sanzioni economiche che sono andate (e continuano ad andare) a colpire il suo settore petrolifero, in un momento molto fragile della sua economia. Data la solidità del governo e la fiducia del popolo in esso, gli Stati Uniti hanno messo su Juan Guaidò, il fantoccio autoproclamato presidente ad interim, il fatto divertente e assurdo è che cita continuamente gli articoli 233 e 333 per legittimare questo suo atto, ma cosa dicono seriamente questi articoli?
L’art. 233 cita 5 condizioni tassative di impedimento permanente che permetterebbero al presidente del parlamento di autoproclamarsi presidente fino a nuove elezioni:
1) la morte o rinuncia del Capo dello Stato
2) la sopraggiunta incapacità fisica o mentale, dichiarata dalla corte suprema di giustizia
3) la destituzione decretata con sentenza della corte suprema di giustizia
4) l’abbandono dell’incarico dichiarato dall’Assemblea Nazionale
5) volontà popolare attraverso referendum revocatorio.
Nessuna di queste condizioni è in atto, di conseguenza è il golpe di Guaidò ad essere anticostituzionale, e non la presidenza di Maduro.
Mentre l’articolo 333 invita semplicemente la popolazione a proteggere la costituzione.

L’insediamento di Maduro è stato dichiarato illegittimo dall’opposizione anti-democratica e dalle potenze imperialiste per due motivi principalmente:
-è stato impedito al partito d’opposizione di partecipare alle elezioni
-non ha giurato di fronte al parlamento, ma di fronte alla Corte di Giustizia.
Entrambi questi motivi sono falsi, infatti è il partito ‘Voluntad Popular’ che ha deciso volontariamente di non partecipare alle elezioni per protestare contro “il regime di Maduro”. Per il secondo punto, l’articolo 231 della costituzione stabilisce che “Il candidato eletto prende possesso dell’incarico di Presidente della Repubblica […] prestando
giuramento dinanzi all’Assemblea Nazionale (ovvero il parlamento del Venezuela). Se per qualsiasi motivo sopravvenuto il Presidente della Repubblica non possa prendere possesso dinanzi all’Assemblea Nazionale, lo fa dinanzi al Tribunale Supremo di Giustizia”
Quindi Maduro ha costituzionalmente giurato di fronte alla Corte Suprema di Giustizia dato che la situazione nel parlamento era irregolare.

Bisogna ricordare inoltre che il Venezuela è una repubblica presidenziale, quindi il parlamento non può in nessun caso delegittimare il presidente in carica, è come se in Italia il Senato decidesse di delegittimare Mattarella: non gli sono garantiti questi poteri.

Noi sosteniamo vivamente il Venezuela Bolivariano, il suo presidente e il suo popolo che giornalmente subisce le violenze della borghesia e della destra estrema, la quale punta unicamente a destabilizzare il paese per prendere il potere e fare gli interessi di pochi oligarchi.