Come la chiesa tenne sotto scacco il potere borghese italiano

Dopo l’unificazione italiana, e la mancata esecuzione del pontefice Pio IX, il Vaticano si considerò “prigioniero politico” di uno stato, il Regno d’Italia, che non riconosceva. Anzi, invitò tutti i cristiani che vivevano su suolo italiano a non partecipare né alla vita politica, né di unirsi a sindacati socialisti,andando in primis contro i fedeli i quali, spesso, erano povera gente che veniva vessata.
Facciamo un piccolo passo indietro.
Sì, perché il “Sillabo”(pubblicato nel 1864 da Pio IX) condannava tutto ciò che potesse essere considerato eretico:”l’ateismo, il Socialismo, il Comunismo”. Ma non si fermò solo a questo; infatti nel 1870 il Papa con il “non expedit” vietó a tutti i credenti di votare. Pio IX, dunque, attraverso la questione romana teneva sotto scacco il Regno d’Italia, privandolo di un grande numero di elettori (va detto, però, che non vi era suffragio universale). Insomma un ricatto di quelli che potremmo vedere oggi con Atlantia, detentrice di Autostrade per l’Italia : se mi togli la concessione non ti aiuto a salvare Alitalia. Lo stesso a quei tempi: ” se non mi riconosci un territorio nel Lazio, io faccio resistenza attiva sul tuo territorio “. Ci volle il Socialismo, il partito Socialista e i sindacati, per svegliare il papa che, oltretutto, riceveva un indennizzo sin dai tempi del liberale Cavour il quale, tentò, di riallacciare i rapporti. A quel punto il Pontefice, Leone XIII, pubblicò l’enciclica “Rerum Novarum”, nel 1891, con la quale incoraggiava la creazione di associazioni e sindacati cattolici, per contrastare quelli di stampo socialista. E la creazione del partito popolare italiano, nel 1919, parte da qui. Passando per il Patto Gentiloni, uno scandalo di prestiti di poltrone che ci ricorda molto i tempi odierni, nelle elezioni del 1913 i cattolici avrebbero potuto votare i liberali, a patto che, questi ultimi non contrastassero in alcun modo il potere temporale dello stato della chiesa e il credo cattolico. Insomma chi furono questi signori che tentarono di riallacciare i rapporti con la chiesa? Cavour, Giolitti e Mussolini,dopo. Il primo mito del secondo, il secondo alleato con l’ultimo nei blocchi nazionali. Come a far capire che, chi è sceso a patti con la chiesa, sicuramente non ha mai rappresentato l’Italia né il suo popolo: trasformismo, despotismo, liberalismo e liberismo.
Insomma, l’astensionismo cattolico di fine 800 inizio 900 ci riporta alla mente una frase famosa di Honecker, vale a dire che non è mai esistita una cosa che terrorizzasse più il capitalismo che il Socialismo stesso. Il comportamento della chiesa a fine 800 lo dimostra, appieno.

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