Coronavirus, pandemia e governo di “unità nazionale”, di L.Sinigaglia

Centoquarantotto morti e una prospettiva di perdita economica di 19 miliardi di euro entro un mese: questi per ora gli effetti più evidenti e percepibili del coronavirus in Italia ad oggi. Ma c’è di più. L’emergenza ha portato con sé lo spettro di uno “stato d’assedio” diffuso in tutta Italia, con la chiusura -oramai a tempo indeterminato visti i continui posticipi- di scuole ed atenei e il divieto di ogni assembramento, sciopero o riunione pubblica. Certo, evitare il diffondersi di una malattia potenzialemente letale è indiscutibilmente importante e doveroso per ogni uomo con un minimo senso di comunità, ma occorre essere miopi per non leggere dietro a questa situazione anche precisi calcoli politici.

-Il Governo Conte II ha il chiaro intento di sfruttare l’emergenza per cercare di strappare all’Unione Europea l’assenso per una spesa a defict maggiore, rimandando così una finanziaria a base di “lacrime e sangue” che unita alla distruzione economica prodotta dalla serrata nazionale causerebbe contrasti sociali elevatissimi. Si parla già di 7,5 miliardi da destinarsi come ammortizzatori a famiglie ed imprese e un miliardo per sopperire alle mancanze strutturali di un sistema sanitario massacrato da decenni di liberismo sfrenato e politiche austeritarie. Tutto ciò basterà? L’Europa acconsentirà all’Italia di disporre liberamente delle sue risorse? Questo è da vedere. Nei fatti ad oggi è stato ottenuto l’ok per l’utilizzo di 3.6 miliardi di euro (italiani), “scongelati” dall’Europa, pari allo 0,2% del PIL. Verrebbe da dire “come è umano Lei”

-Il divieto di assemblee, scioperi e manifestazioni non può che essere fra le necessità di un sistema che si è dimostrato inadeguato a fronteggiare quest’emergenza, che sta condannando i pochi medici rimasti a turni massacranti per giungere addirittura nella “virtuosa” ed ultraliberista Lombardia ad annullare il 70% degli interventi e tutte le visite “non urgenti” per mancanza di personale e a proporre l’impiego di coscritti pensionati nella lotta contro la pandemia.

-Difronte ad un poderoso colpo inflitto contro il sistema produttivo italiano e allo stato generale di emergenza si iniziano a sentire le voci di chi invoca un “governo di unità nazionale”, capace di affrontare la situazione con piglio deciso e di rimetter “i conti in ordine”. Questo non può essere fatto sotto l’egida di Conte, come auspicato dalla fazione di governo, ma unicamente contro di esso e per intervento del centrodestra, il quale ormai da tempo lancia indizzi per una futura candidatura di Draghi come premier. Se ciò avverrà nell’ambito di un governo tecnico o dopo elezioni vinte dalla destra a guida leghista solo le prossime settimane potranno rivelarlo, quel che è certo è che l’emergenza covid-19 non farà altro che posticipare la sicura uscita di scena di Conte.