Cuck all’italiana, di Brustolo

Timeo Danaos et dona ferentes scriveva Virgilio, mettendo questa frase sulle labbra del sacerdote troiano Laocoonte, che aveva ben intuito l’inganno del cavallo. Se a noi posteri lettori dell’Eneide appare quasi stupida la scelta dei Teucri, così non sarebbe stato per uno spettatore diretto. Si, in effetti l’abbandono improvviso di una campagna d’assedio pluriennale e la scomparsa nottetempo di una flotta potrebbero essere fatti quantomeno dubbi, ma mettiamoci nei panni di chi da anni non conosce altro che guerra…forse si trattò di un wishful thinking unito alla semplice sfortuna, ma penso che a tutti una condanna troppo severa degli assediati parrebbe quantomeno eccessiva. Su Giuseppe Conte sputiamo invece allegramente sopra, perché se lo merita. D’altronde l’Europa è stata chiara: “riforme”, “freno d’emergenza”, “primi aiuti a 2021 inoltrato”…insomma, manco l’accortezza del cavallo, nemmeno il timore di trovarsi davanti un avversario anche solo che in piccola parte desideroso di strappare una piccola, piccolissima vittoria. No, tutt’altro. I “frugali” ben sapevano che la lotta non era fra loro e l’avvocato pugliese, ma fra loro, espressione di un capitale aggressivo e vivace, e il sistema bancario europeo. Qual’era la differenza di visioni? I primi semplicemente non volevano che cannibalizzare quel che rimane dell’Italia, quindi nessun aiuto e pronti a saltare sulla carcassa come avvoltoi. I secondi invece, in pieno stile camorrista, hanno fiutato l’affare: “perché non legare ancor più saldamente l’Italia con un bel piano di finanziamenti a debito?”. E così, dopo lunghe trattative, sono giunti ad una quadra: all’Italia due spicci, che tanto è contributore netto e quindi si tratta di una formalità, al capitale nord Europeo garantiamo un posto a tavola nel prossimo banchetto di privatizzazioni, e alle banche un prestito-catena fino al 2058. Tutti contenti, insomma. E Conte? Bhe, anche lui è contento. Non solo la campagna propagandistica dell’Istituto Luce a suo favore impegnata nell’annunciare il clamoroso risultato del nostro Presidente, che dopo averci guidati attraverso una Pandemia, avrebbe anche vinto un importante duello contro l’Unione Europea gli scalda il cuore, ma si è pure guadagnato una prospettiva di tutto rispetto per osservare attentamente la sodomizzazione del Paese. De gustibus.