Destra e sinistra, ieri e oggi

Il problema destra e sinistra, per quanto molti siano restii a crederlo , non è un qualcosa caratteristico della società moderna; è, bensì, un dilemma che in realtà esiste da molto tempo. Già verso la fine della seconda guerra mondiale, come si legge nel libro di Bocca, il quesito era già presente: in un’epoca come quella, dove l’unione faceva effettivamente la forza, una comunione di intenti era necessaria al fine della sconfitta del nemico e dell’invasore. Ma siamo sicuri che il totale superamento di questi blocchi, il cosiddetto trasversalismo, sia in realtà una scelta azzeccata? Oggigiorno con la caduta dei grandi partiti ideologici, se ci riferiamo al nostro paese il PCI e il MSI, i partiti che hanno posizioni radicali(dunque anche antiliberali) e che, quindi, si rifanno a schemi novecenteschi sono in notevole crisi e ciò è sotto l’occhio di tutti, di quelli che “masticano” di più di politica e chi invece ne ha una conoscenza più basilare. La crisi dei valori, diretta causa e conseguenza di ciò detto sopra, ha acuito il problema : non esistono, oltre che a livello Geopolitico, due blocchi che si contrappongono anche a livello politico ; talvolta nelle chiacchiere da bar si sente “la sinistra ormai fa il ruolo della destra e la destra è a sinistra”. O ancora, “ma sinistra e destra non esistono più, sono tutti la stessa cosa. Basta con questi schematismi novecenteschi”. Per affrontare questo enigma in modo accurato, è necessario consultare chi ha speso parte della sua carriera accademica a riguardo. Norberto Bobbio, celebre filosofo liberale, ha concluso che la diade destra/sinistra ha ancora una validità e che essa si basa su un’altra dicotomia, quella diseguaglianza/uguaglianza. In sostanza la sinistra si legherebbe all’idea di uguaglianza e la destra a quella di disuguaglianza. Una posizione che ha fatto molto discutere, soprattutto dopo la sua morte.
Analizzando, però, schiettamente la realtà moderna la situazione è differente : sembra quasi la sinistra, in un giusto ma forse sprovveduto ed antipopolare tentativo di difendere le parti minoritarie della popolazione, a tralasciare totalmente la parte propenderante. Se si continua a leggere, infatti, Bobbio egli sostiene che «si possono chiamare correttamente egualitari coloro che, pur non ignorando che gli uomini sono tanto eguali che diseguali, apprezzano maggiormente e ritengono più importante per una buona convivenza ciò che li accomuna; inegualitari, al contrario, coloro che, partendo dallo stesso giudizio di fatto, apprezzano e ritengono più importante, per attuare una buona convivenza, la loro diversità».

Ma quindi la dicotomia destra e sinistra è ancora valida?
Per il popolo no, non lo è più assolutamente.
Ma come biasimare il popolo d’altronde! La popolazione vuole avere risposte chiare dalla politica, non ha interesse a posizioni ideologiche di partiti :vuole solo una vita dignitosa e, come diceva già Necker, “non sentirà mai ragione sul prezzo del pane”. Il mondo post materialista moderno, grande nemico delle ideologie, ha totalmente distrutto la vecchia divisione novecentesca, ma la colpa non è certo dell’operaio che vota lega e che, fino a cinquant’anni fa, avrebbe votato partito comunista. La colpa non è neanche, in un certo senso, della classe politica moderna perché essa svolge solo il suo sporco lavoro! Non ne ha colpa, ha un diretto ruolo da protagonista . Sono tutti riuniti sotto un’unica ideologia che è riuscita ad imporsi, il liberalismo, che li accomuna sia nella forma che nell’essenza. La colpa non è neanche di chi questa dicotomia l’ha totalmente distrutta dopo la caduta del blocco sovietico: ahimè, nell’ottica geopolitica e di tattica, non conveniva portare avanti “vecchi” partiti con idee “non moderne”. La gente era oramai disillusa , “il Wind of change” ormai spirava già.