Disturbi alimentari: lo Stato è assente, di A.C.

L’attenzione di tutti negli ultimi mesi è ormai rivolta al Coronavirus, situazione aggravata soprattutto a causa dei tagli alla sanità pubblica.
Ma questi tagli sono dannosi anche per altre malattie molto gravi che ancora nel 2020 sono quasi sconosciute, e comunque circondate da una gravissima disinformazione: si tratta dei disturbi del comportamento alimentare (DCA).
Indignazione da parte di giornali e politici per la “selezione” dei pazienti con più possibilità di sopravvivenza da parte degli ospedali. Giuste critiche ad un sistema che per la carenza di fondi non riesce più a sostenersi.
Invece del triage per i pazienti affetti da DCA, ai quali sono garantite le cure unicamente quando sono ormai distrutti nel fisico e nella psiche e nelle fasi estreme della malattia non si parla?
Maria, Elena, Lorenzo. Si potrebbero fare purtroppo centinaia di nomi di vittime.
Venerdì scorso è morta un’altra ragazza, Bianca, la seconda in una settimana.
Voleva curarsi, ma le strutture pubbliche non glielo hanno permesso in tempo, soffocate da un modello aziendalistico e dai sempre crescenti tagli al budget.
I DCA sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti, ma i mancati fondi alla sanità non permettono a ragazzi e ragazze di ricevere l’aiuto necessario perché i posti letto sono insufficienti, le liste d’attesa infinite e in migliaia si sono sentiti dire “torna quando sarai più grave“.
Come può la sanità fare affermazioni cosi aberranti, non considerare il malessere che è presente dentro chi soffre di queste problematiche?
Non si può più permettere una cosa del genere, servono più centri pubblici e più soldi da destinare alle strutture perché è inconcepibile che migliaia di persone debbano essere costrette a privarsi dello stipendio a favore di cliniche private per le mancanze dello Stato.
Il diritto alla salute, fisica e mentale, è un diritto che spetta a tutti.