Donetsk e Lugansk, l’ombra dell’imperialismo atlantista in casa nostra: di Alfio Ladisa

Il 7 aprile 2014 l’Oblast di Donetsk, una regione dell’Ucraina confinante con la Russia, dichiarava unilateralmente la sua indipendenza, seguirà qualche mese dopo anche l’Oblast di Luhans’k, dando inizio alla guerra del Donbass.Le dichiarazioni d’indipendenza, volute fortemente dagli abitanti delle 2 regioni, che non si riconoscevano più nelle istituzioni e nello stato ucraino (essendo anche di etnia russa), non solo non vennero riconosciute né dall’Ucraina né dalla comunità internazionale, ma vennero usate come pretesto per scatenare una sanguinosa guerra imperialista che continua tutt’oggi, mietendo migliaia di vittime fra civili e militari improvvisati. Già, civili e militari improvvisati, perché dalla parte degli indipendentisti filo-russi non combattono eserciti organizzati e militari di professione, ma civili armati alla meno peggio, organizzati in milizie, che si difendono dentro trincee improvvisate.

Non solo questo è uno degli esempi più gloriosi di resistenza popolare, ma anche l’esempio di quanto siano spietate Unione Europea e NATO, che invece di aprire a negoziazioni o organizzare un referendum, preferiscono mandare esercito e neonazisti invasati a sparare contro civili innocenti.In Crimea, dove avvenne la stessa cosa, fu necessario l’intervento dell’esercito russo per evitare un’altra guerra civile e organizzare un referendum democratico che decidesse le sorti della regione.Da antimperialista non posso che schierarmi contro ogni intervento militare, ma di certo non posso negare che l’azione russa ebbe una funzione antimperialista, e il Donbass è un esempio di cosa sarebbe potuto succedere in Crimea lasciando la strada spianata a NATO e UE.A 6 anni dall’inizio della guerra il fronte ucraino e atlantista non sembra voler mollare la presa, per loro è meglio sopprimere nel sangue la legittima autodeterminazione del popolo russo.

L’indipendenza di Donetsk e Lugansk è solamente un pretesto, non la vera ragione del conflitto, che è puramente imperialista, quelle regioni sono strategiche per piazzare basi USA e intensificare la pressione sulla Russia, che viene continuamente aggredita con sanzioni economiche da parte dell’Unione Europea, alleata della “democrazia” a stelle e a strisce. Inoltre in Ucraina si sta spingendo sempre di più per l’ingresso nell’UE, che se si dovesse avverare, causerà l’intervento immediato degli eserciti degli stati membri – noi inclusi purtroppo – nel conflitto.Chi è coinvolto poi nell’aggressione imperialista oltre a NATO e UE? I neonazisti, che non possono mancare mai quando bisogna fare un po’ di collaborazionismo. Nel Donbass sono state inviate, probabilmente da servizi segreti, formazioni neonaziste e neofasciste di estrema destra a combattere a fianco delle truppe ucraine.

Tra questi spicca il battaglione Azov, noto anche per l’intervento nelle proteste a Hong Kong, ma non sono gli unici, a supportarli ci sono gruppi come le falangi nazional-radicali polacche, ungheresi e anche italiani, in particolare CasaPound e Forza Nuova. Quest’ultima viene armata anche con missili aria-aria.Quale sarà il destino di questa guerra? Probabilmente un cessate il fuoco con presidio armato dei confini, una situazione non risolta, come in Abcasia e Transnistria. O forse un intervento russo, che non cambierebbe comunque la situazione, anzi, diventerebbe un motivo in più per aumentare la pressione atlantista.

Che ci sia da lezione questa guerra, non possiamo essere tranquilli a casa nostra solo perché c’è l’Unione Europea.