Anas K., il silenzio di una fiamma

È incredibile come un ragazzo che si dia fuoco, incolpando esplicitamente il capitalismo come causa delle proprie condizioni economiche, possa passare inosservato dai media e dalla Popolazione in generale.
Tutti ricorderanno probabilmente Jan Palach, il ragazzo Cecoslovacco che si diede alle fiamme per esprimere contrarietà verso l’occupazione Sovietica in atto in quel periodo.
Pochi sanno, altrettanto probabilmente, che quel ragazzo ora preso come simbolo anti-comunista o addirittura come esempio dall’estrema destra, era in realtà socialista.
Pochi sanno che le proteste che avvennero in quei periodi nacquero come proteste contro il riformismo messo in atto da Kruscev dopo la morte di Stalin, continuate senza sosta anche durante la presidenza di Breznev, costringendo purtroppo quest’ultimo ad intervenire militarmente sul territorio Cecoslovacco.
Le dichiarazioni di un compagno di Palach ne sono la testimonianza: “Il gesto di Jan Palach non era soltanto un modo di protestare contro l’infondatezza morale della censura e contro i politici, che stavano tradendo una riforma dietro l’altra, per rimanere più a lungo al governo ma anche contro il pericolo, che ognuno di noi correva, di riconciliazione con la situazione di allora», ricorda Jan Kavan, uno dei leader del movimento studentesco praghese.
Chiudendo questa piccola parentesi sul perenne revisionismo storico che continuiamo a lottare, ritorniamo sulla questione del ragazzo Francese 22enne che si è dato fuoco a Lione di fronte ad un ristorante il pomeriggio dell’8 novembre.
Le notizie cominciano a girare ora, 10-11 novembre, probabilmente per via della cassa di risonanza di internet, anche se in maniera più velata possibile. Non sono riusciti a far trattenere questa notizia scioccante.
Nella lettera-testamento il ragazzo incolpa, senza girarci intorno, il sistema neoliberista, i suoi mezzi e i suoi burattini. Che sono appunto l’unione europea e il presidente francese. Ma non si ferma solo a Macron: accusa i suoi predecessori Hollande e Sarkozy, ed anche Marine Le Pen, che seppure non sia ancora stata eletta presidente viene accusata dal ragazzo come una leader di estrema destra che sfrutta la paura e la disperazione della Popolazione per conquistarsi consensi e quindi voti.
«Combattiamo contro l’ascesa del fascismo, che non fa altro che dividerci… e il liberalismo che crea disuguaglianze», scrive. «Accuso Macron, Hollande, Sarkozy e l’Ue di avermi ucciso, creando incertezze sul futuro di tutti, e accuso anche Le Pen e i media di generare paura».
Il ragazzo è ancora in vita, “salvato” dai pompieri; ma ha ustioni sul 90% del proprio corpo.
Sicuramente non ci sono parole per descrivere il nostro dispiacere verso il ragazzo, che ha combattuto per quel che poteva militando per il sindacato studentesco “Solidaires Etudiant” ed essendone addirittura il segretario federale oltre che attivista.
Un ragazzo con delle idee ben precise, che sa chi sia il colpevole che l’ha costretto alla miseria.
Vi lasciamo la lettera tradotta oltre a quella originale in Francese. Riflettete.

“Oggi, commetteró l’irreparabile. Se punto, dunque, all’edificio del CROUS a Lione, non è per caso: miro ad un luogo della politica, il ministero dell’educazione superiore e della ricerca e, per estensione, al governo.
Quest’anno, frequentando “la terza l2”, non avevo borse(di studio),e, anche quando ne avevo, 450 euro al mese, erano abbastanza per vivere?
Ho avuto la fortuna d’avere delle persone formidabili intorno a me, la mia famiglia e il sindacato, ma dobbiamo continuare a sopravvivere come facciamo oggi?
E dopo questi studi, per quanto tempo dovremo lavorare per una pensione decente?
Potremo pagare i contributi con una disoccupazione di massa?
Mi approprio oggi , dunque, di una rivendicazione della mia federazione dei sindacati , come studente lavoratore ma trattando anche di un tema più generale, chi ha uno stipendio a lungo termine , affinché non perdiamo questa rivendicazione.
Dobbiamo passare a 32 ore alla settimana di lavoro, per evitare l’incertezza di un faccia a faccia con la disoccupazione, che conduce ogni anno persone come me a questa situazione, le quali muoiono nel silenzio più assordante (completo).
Lottiamo contro la salita (al potere) del fascismo, che non fa che dividerci, ed il liberalismo che crea diseguaglianze.
Io accuso Macron, Hollande, Sarkozy e l’UE di avermi ucciso, creando incertezza nell’avvenire di tutti, accuso anche la Le Pen e gli editorialisti di aver creato delle paure più che secondarie.
La mia ultima speranza è che i miei compagni continuino a combattere, per farla finita con tutto ciò definitivamente.

Viva il socialismo, l’autogestione e la SECU(Sicurezza sociale in Francia).
E sono veramente dispiaciuto di dovermi sottoporre a questa prova

Arrivederci.”

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