Il debito pubblico: cos’è e perché se ne parla, di Alfio Ladisa

Ognuno di noi ha sentito parlare almeno una volta di debito pubblico, quasi sempre con accezione negativa, additato come la causa principale dei nostri problemi. Ma cos’è davvero questo debito pubblico? È davvero causato dall’eccessiva spesa pubblica? È ovvio che si tratta di un problema complesso a cui non si possono dare risposte semplici come “classe politica cattiva che spende troppo”.
Analizziamo innanzitutto la situazione italiana: da 20 anni non si fa altro che tagliare la spesa pubblica, ma tasse e debito continuano ad aumentare. La spesa pubblica infatti non aumenta: tutto viene tagliato, scuola, ricerca e sanità, – a quest’ultima sono stati tagliati 37 miliardi negli ultimi 10 anni – ciò che aumenta sono solamente le spese militari, giustificate con missioni necessarie per “salvaguardare la pace”, ma non ci vuole un genio per capire che si tratta di un trucco imperialista che usò anche Mussolini.
Il debito aumenta costantemente dal 1982, tranne una lieve diminuzione avvenuta poco prima della crisi del 2008, probabilmente causata dai tagli fatti da Berlusconi. È anche interessante notare che non siamo gli unici ad avere un debito pubblico alto, anche Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito e Belgio raggiungono o superano il 100% di rapporto deficit/PIL, per non parlare della Grecia, una situazione che tutti gli euroscettici conosceranno molto bene. Tutti questi paesi hanno tagliato la spesa pubblica, hanno cercato in tutti i modi di fermare l’aumento del debito ma ciò che hanno ottenuto sono state disparità, disordini sociali e in Francia una vera e propria sollevazione popolare.
Qual’è invece il ruolo dell’euro e dell’UE?
Il ruolo che gioca l’euro è fondamentale, dal momento che si tratta di una moneta straniera a debito. Ogni volta che viene emessa una banconota o una moneta di questa valuta l’interesse da pagarci sopra aumenta e diventa sempre più insostenibile, questo non solo perché è una moneta straniera ma anche perché viene emessa da un ente privato di speculatori, la BCE. Il debito aumenta nel corso degli anni senza che tu lo possa pagare, almeno che tu non tagli la spesa pubblica costringendo a svendere tutto a speculatori e multinazionali (come avvenuto in Grecia). I paesi che hanno adottato l’euro da poco hanno un debito molto basso, ma aumenterà nel corso degli anni.
L’Unione Europea ha dato istruzioni ben precise su come gestire il debito che essa stessa crea tramite il patto di stabilità: noi emettiamo una moneta a debito in modo tale che tu venga costretto a tagliare la spesa pubblica, in particolar modo sanità e servizi sociali.
La soluzione a tutto questo per liberisti ed europeisti già esiste: privatizzare, tagliare e svendere tutto a grosse multinazionali. Questo nei paesi fondatori dell’UE è già avvenuto: la Germania è il principale importatore di merci in quasi tutta l’Europa.
In Grecia il principale porto del paese è in mano ai cinesi, gli aeroporti ai tedeschi e le ferrovie a noi italiani. Una vera e propria gabbia liberista.
Il debito pubblico si può saldare?
In Italia pignorando i beni della Chiesa è possibile saldare il debito pubblico, tuttavia non per sempre, dal momento che è destinato ad aumentare. Le soluzioni sono due: stampare moneta o privatizzare anche l’ossigeno.