Il deserto che avanza

Il deserto del Sahara, sicuramente un luogo affascinante quanto devastante.
Non è ovviamente del tutto inabitabile, esistono infatti popolazioni che si sono adattate all’ambiente desertico. Tuttavia, questo non vuol dire che sia un luogo ideale per viverci o per far sviluppare una città, o una campagna.
Il deserto del sahara si sta ingrandendo sempre di più, dal 1920 si è esteso complessivamente del 10%, e la Nazione che ne ha risentito di più è la Libia: se prima il deserto occupava circa il 10% della superficie, ora ne occupa un bell’80%.
È un fenomeno naturale?
L’Africa ha sempre avuto dei cicli di desertificazione, basti pensare che in antichità l’Egitto era molto più verde rispetto ad ora.
Quindi l’uomo non c’entra niente?
Sicuramente la mano dell’uomo sta peggiorando la situazione, la desertificazione sta avvenendo addirittura qua in Europa (in teoria l’unico continente senza alcun deserto), in particolare nella penisola Iberica.
L’uomo, oltre ad aumentare la temperatura media della Terra, non sta adottando alcuna misura per arginare gli effetti della desertificazione.
Ma ci fu un uomo, un rivoluzionario, che piantò 10 milioni di alberi nel giro di 4 anni.
Questo uomo, Thomas Sankara, riuscì letteralmente a combattere la desertificazione che stava assalendo il Burkina Faso.
Il Burkina aveva una popolazione composta al 98% da contadini, è ovvia quindi l’importanza dell’agricoltura in questo Paese.
E proprio per questo Sankara decise che i rappresentanti dovessero provare per primi cosa significasse il lavoro nei campi, in modo da essere più vicini al popolo; a ogni ministero venne assegnato un campo da coltivare.
«Come può un responsabile comandare un dipartimento ministeriale a favore del popolo se non ne conosce le preoccupazioni?»
Sankara teneva molto alla Terra, all’ambiente e al suo territorio, tant’è che nella nuova bandiera della propria Patria mise una stella e il colore rosso per evidenziare l’obiettivo di una società socialista che si voleva raggiungere, e il colore verde per sottolineare il desiderio di rendere veramente verde il proprio Paese.
Prese molti provvedimenti con fini ecologici. Ad esempio tutti gli uffici e i luoghi pubblici dovevano avere obbligatoriamente delle piante, per far in modo che anche chi lavorasse al chiuso prendesse coscienza e responsabilità ambientale; e soprattutto veniva piantato un albero intorno ai villaggi ogni volta che si presentava una nascita o un matrimonio, e questi villaggi dovevano comunque raggiungere un tot. di Alberi piantati all’anno.

Cambiare si può, è possibile.
Cambiare si può se si cambia sistema, se si abbandona ogni forma di individualismo e ricerca di potere o interessi materiali.
È possibile cambiare solo con un sistema socialista, che pensa al bene del Popolo e della Terra, non al pareggio di bilancio o a “ciò che pensano i mercati”

“Vogliamo affermare che la lotta contro l’avanzata del deserto è una lotta per la ricerca di un equilibrio fra esseri umani, natura e società.
Sono venuto qui per denunciare quegli uomini che con il loro egoismo sono la causa della sfortuna del prossimo. Il colonialismo ha saccheggiato le nostre foreste senza nemmeno lontanamente pensare a lasciarle o a ripristinarle per il nostro domani. Continua impunita nel mondo la distruzione della biosfera con attacchi selvaggi e assassini alla terra e all’aria. E non lo diremo mai abbastanza fino a che punto spargano morte tutti questi veicoli che vomitano fumi.”