Il futuro di un giovane, di Nicolas Mariucci

Sono più di 200.000, solo in Italia, i giovani neo-laureati che, nonostante gli innumerevoli sacrifici economici per pagare rate universitarie, affitto, cibo e spostamenti, si ritrovano senza nessuna garanzia lavorativa,
dispersi nel grande e terribile mare del mercato liquido che travolge con le proprie onde ogni moto di indipendenza e libertà personale.
Raggiungere la laurea è però un obiettivo che per un’immensa fascia di giovani e giovanissimi non è altro che una pia illusione di benessere: le fasce meno abbienti non possono permettersi di sostenere le ingenti
spese che essa comporta e molti studenti sono costretti, per ovvi motivi di sopravvivenza, a lavorare e studiare allo stesso tempo e ciò porta al totale annichilimento della persona causato da un eccesso di “responsabilità”, mancanza di tempo da dedicare alla propria crescita individuale e sociale ed un continuo senso di alienazione dalla vita.
A quale scopo?
Tentare la fortuna sapendo che molto probabilmente non si farà mai quello per cui si è studiato così a lungo e così duramente. Vivere nel precariato lavorativo senza nessuna sorta di tutela concreta da parte dello
stato e dei suoi enti. Aprire le porte allo sfruttamento lavorativo causato da un “curriculum vitae privo di esperienza sul campo”, in grado di giustificare ogni sorta di rifiuto e maleducazione.
Esistono ahimé, uomini e donne che non possono o non vogliono buttarsi in questo grande abisso infinito che è il mondo moderno: individui fragili e senza certezze che non hanno la forza e la determinazione di
“mettersi in gioco” nel campo universitario o lavorativo. D’altra parte si lavora unicamente per il proprio tornaconto personale: non esiste forma di “solidarietà fra gli uomini” ed è tutto limitato al semplice
concetto di forza di volontà personale, un atto di fede individuale che non viene incentivato da niente e nessuno.
Un ragazzo appena diplomato si ritroverà davanti un “oceano di possibilità”, ed è libero di scegliere la propria strada, argomentazione questa amata dalle carogne neo-liberiste capitaliste, possibiltà che però si autolimitano grazie alla “invisibile mano del mercato”. Ci Hanno promesso ogni cosa, alla fine non abbiamo nulla.
Tutto si limita alla lotta per la scalata sociale individuale per garantirsi un posticino nella grande macchina dello sfruttamento, i 5 minuti di gloria nel mondo per poi ritrovarsi di nuovo senza nulla di concreto fra le
mani.
Ci avete rubato il futuro e la speranza, ma presto o tardi il crollo avverrà e gli ultimi saranno i primi.

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