Il partito rivoluzionario, di Samuele Amaddio


La premessa principale del marxismo è che lo sviluppo del capitalismo spingerà il proletariato a ribellarsi contro il sistema. Questo può accadere in diversi modi: una dimostrazione di massa, un’insurrezione armata o uno sciopero grande e ben organizzato. Ed è così che all’improvviso l’energia mentale del proletariato non è più usata per guardare partite di calcio o una patetica serie TV, ma adesso essa è indirizzata per cercare di risolvere questi problemi e cambiare la società; milioni di proletari che lavorano insieme per risolvere questi problemi hanno prodotto delle soluzioni di un’ingenuità pazzesca che hanno sorpreso sia rivoluzionari che la classe borghese.

Per esempio, durante la prima rivoluzione russa del 1905, una nuova organizzazione di lavoratori si era formata: i Soviet, ovvero il consiglio dei proletari. All’inizio il Partito bolscevico non si fidava dei Soviet: non credevano possibile che milioni di proletari, prima apolitici, potessero ora essere uno strumento per portare avanti la rivoluzione.

Questa “spontaneità” è fondamentale. Ma non dobbiamo assolutamente assumere e quindi fare lo stesso errore di vari compagni anarchici, che grazie a questa spontaneità non vi è un bisogno di fondare un’organizzazione o partito che stia dalla parte del proletariato. Durante una situazione rivoluzionaria, i lavoratori cambiano le proprie idee spesso, ma non cambiano le proprie idee tutte in una volta: in uno sciopero, protesta ed insurrezione armata ci saranno sempre dei dibattiti, che porteranno ad una certa instabilità e divisione del proletariato. La classe borghese sfrutterà questa debolezza ed userà giornali, polizia o organizzazioni reazionarie per ristabilire lo “status quo”.

Ed è per questo che dalla parte del proletariato ci deve essere un’organizzazione pronta a difenderlo, ad argomentare, ed capire gli sbagli del passato. Questo partito deve esistere prima che la lotta contro il capitalismo incominci.

Il Partito rivoluzionario del proletariato deve essere democratico; per portare avanti la rivoluzione il partito deve sempre essere a contatto con il conflitto di classe, ovvero a contatto con i propri membri e sostenitori nel posto di lavoro, dove il conflitto regna. Deve essere democratico perché la propria “leadership” deve sempre rispecchiare l’esperienza collettiva del proletariato.

Ma questa democrazia non deve assolutamente essere un sistema di elezioni, bensì una discussione continua dentro il partito, una continua interazione delle idee socialiste sulle quali il partito è fondato assieme al conflitto di classe, ma questo partito deve anche essere centralizzato.

Perchè deve essere un partito attivo, non solo una società di dibattiti. Deve essere capace di intervenire collettivamente nel conflitto di classe, e di agire velocemente, per questo deve avere una “leadership” in grado di prendere decisioni giornaliere per il partito; se il governo ordina l’arresto di scioperanti, il partito deve assolutamente intervenire subito, senza perdere del tempo nell’organizzare un incontro per stabilire cosa fare e come reagire.

La decisione viene presa a livello centrale e attuata in realtà. Sarà dopo che il partito discuterà se quella scelta ed i propri metodi fossero democratici oppure no, ed in tal caso effettuerà cambiamenti alla direzione del partito. Questa è la principale ragione per cui Il partito deve sempre mantenere un bilancio tra democrazia e centralismo, perché il partito non esiste solo per sé, ma per portare avanti la rivoluzione e instaurare la società socialista e quella comunista alla fine.

Non dobbiamo mai pensare che il partito possa in qualche modo sostituire il proletariato, perché esso deve far parte del conflitto di classe, continuando ad unire tutti quei lavoratori dotati di una coscienza di classe, in modo da offrire una guida per il conflitto. Questo vuol dire anche che il partito non deve dettare ciò che il proletariato deve e non deve fare, ciò che deve fare è vincere la posizione, dimostrando la correttezza delle idee socialiste in pratica, e questo può essere solo realizzato attraverso uno sciopero o la rivoluzione in sé.