Il piano di pace che porterà alla guerra

In queste settimane Donald Trump ha presentato il “Piano del Secolo” che porterà “pace e stabilità” in Medio Oriente. È veramente così? Dateci il beneficio del dubbio.

Il Piano di Pace prevede essenzialmente questo: Gerusalemme capitale indivisa dello Stato d’Israele; sovranità israeliana sulla valle del Giordano; mantenimento dei 15 insediamenti in Cisgiordania e congelamento delle colonie per quattro anni, vale a dire il tempo previsto per firmare una pace duratura con i palestinesi; continuità territoriale per lo Stato palestinese garantita da un tunnel sotterraneo o da un ponte che unirà Cisgiordania e Gaza; Gerusalemme Est (o per meglio dire sobborghi della città santa situati oltre il muro di separazione israeliano) capitale di uno stato palestinese; investimenti per 50 miliardi di dollari da parte degli Stati Uniti e di alcuni paesi arabi se i palestinesi accettano; demilitarizzazione di tutti i mujaheddin (patrioti combattenti) della palestina.

Riteniamo assolutamente vergognoso questo piano: Israele non ha alcun diritto ad avere Gerusalemme come sua capitale per dei semplici motivi storico-religiosi, Gerusalemme infatti è una città simbolo per tutte le tre religioni monoteiste, e da qui l’ira (oltre che degli arabi) delle comunità israeliane-palestinesi cristiane, oltre a questo Israele occuperà illegalmente altri territori palestinesi nella Cisgiordania permettendo alle due comunità arabe di collegarsi tramite un ponte o un tunnel sotterraneo manco fossero in quarantena.

E come si suol dire “oltre al danno la beffa”, se i palestinesi accettano avranno uno stato smilitarizzato in una zona della loro terra che sarà dipendente da Israele in tutto e per tutto in quanto non disporrebbero risorse idriche e autosufficienza alimentare, unica garanzia 50 miliardi stanziati dagli USA.

Se i palestinesi non accettano? Il piano si farà comunque e ai palestinesi non sarà dato nemmeno un centesimo.
Invece che inginocchiarsi e accontentarsi di questo piano di sottomissione i palestinesi, i paesi arabi e le comunità cristiane hanno categoricamente rifiutato minacciando l’entità sionista e i suoi lecchini a stelle e striscie. Massimo supporto ai combattenti per la libertà!

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