Inquinamento e industrializzazione

Lo sviluppo tecnologico che ha avuto inizio nel secolo scorso, tanto per specificare quello delle ideologie, delle guerre mondiali e delle grandi tragedie, ha reso la vita degli uomini più comoda e confortevole. Non è un caso che negli ultimi 100 anni sia aumentata la popolazione in modo esponenziale, che l’uomo grazie alle scoperte tecnologiche abbia commesso, probabilmente, le peggiori tragedie della storia mai raccontata. Tutto ciò è dovuto alla comparsa della tecnologia, del nucleare ad esempio, nella vita.

Ultimamente fra gli uomini si è diffusa l’opinione che sia necessario cambiare, anche in modo radicale, lo stile di vita per evitare che la nostra Terra ne soffra troppe ripercussioni.

Naturalmente, queste persone (anche per via degli allarmi lanciati dagli scienziati) hanno ragione a preoccuparsi; per quanto si possa andare avanti con le ricerche spaziali,ad esempio, il nostro pianeta sarà sempre il punto di partenza della nostra civiltà e della nostra vita per migliaia di anni.

Tuttavia, può sembrare banale come riflessione è necessario riflettere su come vengono utilizzati tutti quei materiali considerati dannosi per noi e per la Terra; ad esempio, è indubbio che il nucleare sia relativamente più pulito di un inceneritore o di una centrale a carbone.

Discorso simile, tanto per fare degli esempi, per la plastica oggigiorno particolarmente temuta. Anche questo materiale non è pericoloso, SE usato in quantità modeste.

Ho fatto questo cappello iniziale perchè assieme alla lotta ambientalista, chiamiamola così, è necessaria una lotta al sistema consumistico odierno, caratteristico del tardo capitalismo odierno. Non è possibile esporsi, anche pubblicamente come fanno e hanno fatto alcuni personaggi celebri, contro i materiali inquinanti e poi non fare riferimento alle grandi multinazionali che immettono, nel mercato e nell’atmosfera, elementi nocivi per il pianeta e per noi. Il nostro stile vita è si poco sostenibile ma , a fronte del quasi 70% della controparte, rappresenta solo il 30% dell’inquinamento mondiale. Bizzarro come venga detto, per esempio, di chiudere l’acqua quando si fa la doccia come se fosse, realmente, il problema ambientale, per evitare gli “sprechi”quando le grandi aziende, soprattutto fuori dal’Europa, usano litri e litri d’acqua per allevamenti intensivi ed altre attività, realmente, poco sostenibili.

Un discorso diiferente, ma necessariamente collegato, per la tematica e per le nazioni che riguardano è quello del terzo mondo; il trend, tranne di Cina e (parzialmente) dell’India che secondo la NASA stanno attuando un rimboschimento massicio, dei paesi in via di sviluppo e del terzo mondo è quello di un sempre maggior utilizzo delle risorse non rinnovabili ed inquinanti, come il nucleare o i combustibili fossili. L’ottica di questi paesi è quella di utilizzare il più a lungo possibile i combustibili fossili, talvolta presenti in modo massiccio sui loro territori, al fine di recuperare(o tentare) il gap con i paesi già industrializzati.

Queste aree della Terra non comprendono il motivo per cui dovrebbero smettere di utilizzare tali materiali; credono, addirittura, che siano le multinazionali e gli stati occidentali a tramare contro di loro. Alcuni presidenti africani credono, infatti, che il tetto massimo alle emissioni di CO2 non fosse altro che un tentativo di arrestare gli stati del continente nero, i quali venivano già martoriati dalle multinazionali straniere.

Un’altra riflessione necessaria da fare, che si collega con la tematica ambientale, è il concetto di “progresso”; oggigiorno tutte le nuove invenzioni partorite e pensate dall’uomo sono sinonimo di “progresso”. Il progresso è ciò che è nuovo, ci migliora la vita , ci allontana da quello stato di natura da cui l’uomo si è allontanato , forse per necessità o forse perchè è veramente un’animale sociale.

Se oggi l’ Earth Overshoot Day (EOD), che indica a livello illustrativo il giorno nel quale l’umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno, è caduto il 29 luglio si può stimare inoltre che procedendo di questo passo intorno al 2050 l’umanità consumerà ben il doppio di quanto la Terra produca. Questo, per molti, è progresso ma non lo è affatto; una mancata consapevolezza delle proprie capacità, e delle capacità degli altri, è sintomo di intelligenza. La Terra resisterà, senza problemi, all’uomo; vi era già prima e ci sarà anche dopo. Lo stesso non si può dire degli uomini, tutto dipenderà dalla riuscita delle ricerche spaziali, al momento non sembra, infatti, l’interesse della grandi multinazionali quello di diminuire l’inquinamento, colpa la mentalità competitiva e consumistica moderna che porta a squilibri, sia in natura, che fra gli uomini.

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