Kwame Nkrumah : Il personaggio, l’operato e le idee, di Sâa-François Sandouno.

Nessuno con qualche conoscenza geostorica e geopolitica può non conoscere figure illustri come Thomas Isidore Sankara, Patrice Lumumba o Gheddafi.
Costoro furono personalità che lottarono per un riscatto da un dominio imperiale e contribuirono soprattutto all’emancipazione dei loro rispettivi popoli, dietro alla corrente ideologica conosciuta come ”socialismo africano ”.
In questa stessa corrente, il contributum di altre persone, tra cui Kwame N’krumah – figura rivoluzionaria ghanese – fu notevole a livello politico e ideologico.

CHI FU KWAME NKRUMAH?
Kwame Nkrumah (nato allo stato civile come Francis Nwia-Kofi Ngonloma) fu una delle figure rivoluzionarie più preponderanti in Africa sub-sahariana durante il secolo scorso, oltre ad essere l’esportatore del panafricanismo moderno in Africa, propugnatore del tricontinentalismo e teorico del socialismo africano.
Nkrumah nacque il 21 settembre 1909 a Nkroful (a sud-ovest della ”Costa d’Oro”,
all’epoca colonia britannica) da una famiglia benestante e beneficiò
degli studi dai gesuiti destinati ad una certa classe indigena privilegiata. Dopo anni di
formazione, si spostò ad Accra (la capitale della Costa d’Oro) per seguire i suoi studi universitari. Terminata la sua formazione accademica in lettere e filosofia, nel 1935 decise di andare negli Stati Uniti per migliorare le sue conoscenze e nel 1939 riuscì ad ottenere una licenza in sociologia ed economia.
Nkrumah subì la negrofobia e la discriminazione razziale : egli descrisse infatti la sua vita negli Stati Uniti come infernale. Ciò lo spinse ad una radicalizzazione, all’avvicinamento verso i movimenti nazionalisti neri e allo studio di figure come Marx e Lenin.
Osservando le condizioni disumane in cui vivevano gli afroamericani, Nkrumah costruì il suo pensiero ideologico attorno al marxismo-leninismo, costituendo una associazione studentesca ”l’Associazione degli studenti Africani degli Stati Uniti e del Canada”. Il giornale affiliato ad essa si occupava di divulgare il pensiero socialista e panafricano. Se Nkrumah si interessò alle teorie di Marx, Engels e Lenin, è anche vero che allo stesso tempo le sue ossessioni furono il ”Back To Africa”, ”l’Africa agli Africani”, ”gli Stati Uniti d’Africa” , ispirato da Marcus Mosiah Garvey (padre del panafricanismo moderno). In effetti, negli anni’20 Garvey fu il concettualizzatore di tali idee. Tuttavia, Nkrumah
rigettò sempre la nozione di ”purezza razziale nera”, tanto rimarcata nel
garveysmo, ed iniziò a ragionare in termini di federalismo africano dei popoli. Il suo incontro con Du Bois (personalità di spicco tra i fondatori del panafricanismo moderno) rappresentò una svolta decisiva per il percorso di Nkrumah. Poco prima di lasciare gli Stati Uniti per la Gran Bretagna, dove si sarebbe tenuto il Congresso panafricano del 1945, scrisse un opuscolo in cui analizzò la correlazione tra capitalismo e colonialismo. Secondo Nkrumah, il colonialismo era in realtà un capitalismo per accedere alle materie prime al minor costo possibile, per avere manodopera a basso costo e per smaltire le sue sovrapproduzioni. I discorsi sulla missione civilizzatrice e sull’educazione degli indigeni sono per lui solo pretesti per nascondere la realtà del colonialismo.
A Londra entrò a far parte della West African Students Union e divenne anche co-redattore, con l’attivista comunista George Padmore, della dichiarazione finale del Congresso panafricano di Manchester.

IL RITORNO IN AFRICA
Nkrumah tornò definitivamente nella Costa d’Oro nel 1947 e diventò segretario dell’United Gold Coast Convention (UGCC), partito indipendentista ed anticolonialista. Trasformato da Nkrumah in partito rivoluzionario delle masse, furono moltiplicate conferenze, manifestazioni e propagande anti-coloniali. Il governo britannico rispose con la repressione, mettendo in atto incarceramenti e violenze. Ciò spinse molti militanti a dimettere Nkrumah dalla sua funzione di segretario.
Tuttavia, egli non si arrese e fondò poco dopo il Convention People’s Party
(CPP), partito con ideologia socialista, indipendentista e che invocò al boicottaggio ed alla disobbedienza civica. Le diverse azioni del CPP spinsero le autorità coloniali ad incarcerare Nkrumah, considerato pericoloso per gli interessi colonialisti. Fu liberato in seguito grazie alle mobilitazioni del CPP (da cui si arrivò a promulgare una nuova costituzione) e Nkrumah approfittò di una scappatoia legale per essere il candidato di un ”autogoverno” ad Accra, concesso dai coloni, ottenendo il 95% dei voti. Le donne ottennero il diritto di voto.

L’ASCESA AL POTERE

Nel CPP erano presenti più di 700.000 membri con molti consensi tra la società civile e, dunque, nel 1957 Nkrumah obbligò il Regno Unito a cedere l’indipendenza, ottenuta il 6 marzo 1957. Nkrumah divenne primo minstro. La Costa d’Oro fu ribattezzata ”Ghana” da Nkrumah, in memoria della storica confederazione africana conosciuta con il nome di Impero del Ghana (Waga per gli autoctoni). Il Ghana fu il primo paese dell’Africa nera ad ottenere l’indipendenza integrale e divenne rapidamente faro di resistenza per le nazioni limitrofe. Ma nella sua visione ideologica, Nkrumah pensava che l’indipendenza del Ghana non avrebbe avuto
senso se non vi fosse stata l’indipendenza dell’Africa continentale che la susseguisse. Disse in un suo discorso con una dialettica garveysta: ”Oggi parliamo delle indipendenze africane. Un giorno parleremo degli Stati Uniti d’Africa” .
Nkrumah considerò il pericolo di un neocolonialismo che sarebbe potuto tornare sotto altre forme di dominazione e, infatti, secondo lui nessuno Stato africano poteva sopravvivere individualmente. ”Africa Must be United or Perish” (”l’Africa deve unirsi o perire”) fu il suo motto e titolo di un suo libro. Dal 1958 si ingaggia quindi, con i suoi omologhi africani, per cercare di applicare una politica africana comune. Sostenne la Repubblica popolare della Guinea indipendente di Ahmed Sékou Touré dandogli un prestito di 10 milioni di sterline. Questo spinse le due nazioni neo-indipendenti a creare, il 1 maggio 1959, una unione basandosi su un panafricanismo di stampo socialista, raggiunta in seguito dal Mali socialista di Modibo Keita il 24 dicembre 1960 (l’Unione Guinea-Ghana Mali) che con il tempo si sciolse per varie incomprensioni interne. Nkrumah partecipò nel 1963 alla
creazione dell’OUA (Organizzazione per l’unità africana), l’odierna Unione
africana, anche se optò per un federalismo africano immediato. Fu adepto della Tricontinentale (unione anti-imperialista dei paesi del Sud voluta da figure come Che Guevara, Amilcar Cabral, Ho Chi Minh, Mao, Lumumba, Sékou Touré, Allende, Nasser).

LE IDEE DI NKRUMAH
Kwame Nkrumah, benché aderì all’ideologia marxista, si oppose paradossalmente al concetto di lotta di classe in Africa. Per Nkrumah, storicamente le classi non sono mai esistite in Africa. Esisteva, piuttosto, ciò che definiva comunismo tradizionale (nei suoi libri ”Consciencism” e ”lotta di classe in Africa”), in cui ognuno faceva parte di una comunità e ragionava in funzione di quest’ultima, non di frazioni classiste. Egli volle giungere al comunismo tradizionale pre-coloniale senza il concetto di classe perché secondo lui quel sistema faceva parte della natura africana. Ritroviamo un ragionamento simile anche nella comunocrazia di Ahmed Sékou Touré di Guinea, l’ujamaa di Julius Nyerere della Tanzania e in diverse correnti afro-socialiste. Nel suo debutto politico, Nkrumah unì la libera iniziativa economica con un’economia controllata dallo Stato. Successivamente, abbandonò questa via per abbracciare solo ed unicamente un’economia pianificata, dietro alla dottrina che egli definiva ”consciencism” (coscientismo o coscienzismo tradotto in italiano). Optò per l’autosufficienza economica per liberarsi dalle tutele economiche esogene. Nel 1962 rese gratuita e pubblica sia sanità che istruzione e lottò per i diritti delle donne, formando anche una lega per quest’ultime.

IL COSCIENTISMO
Il coscientismo (da cosciencism) fu la filosofia coniata da Nkrumah. Bisogna
sapere che questa filosofia ha come essenza il materialismo dialettico. Il coscientismo prende i lati del marxismo e li adatta alle realtà africane tradizionali.
Invoca il collettivismo, l’egalitarismo ed il rispetto devoto della tradizione in un mondo moderno. Il coscientismo intendeva assorbire gli elementi euro-cristiani ed arabo-musulmani. Per Nkrumah non dovevano essere considerati come valori negativi, ma come parte integrante della storiografia africana per costruire una nuova Africa dei popoli. Ergo, non negava la religiosità che da sempre in Africa era un concetto palpabile. Qui appunto il coscientismo entra in contrasto con la considerazione di Marx ”la religione è l’oppio dei popoli”. Per Nkrumah, la religione doveva essere usata come base rivoluzionaria.

IL COLPO DI STATO, L’ESILIO E MORTE
Il 24 febbraio 1966, mentre Nkrumah era in visita in Cina, fu rovesciato con un colpo di stato militare che, secondo molte fonti, fu voluto dalla CIA. In effeti gli interessi di Nkrumah disturbavano enormemente i poteri mondiali. Creare un terzo blocco panafricano autosufficiente dinnanzi ad un blocco capitalista ed uno socialista era qualcosa che per l’imperialismo non si poteva permettere. E’ in questo modo che misero i bastoni tra le ruote a Nkrumah, come li misero a Garvey e più recentemente a Gheddafi. Dopo il colpo di stato, il suo amico e presidente della Guinea dell’epoca (Sékou Touré) lo ospitò e gli propose la co-presidenza. Lì, Nkrumah fondò una casa editrice ove propugnava e divulgava le sue teorie rivoluzionarie. In seguito ad un cancro allo stomaco, morì all’ospedale di Bucarest in Romania il 27 aprile 1972.

CONSIDERAZIONI
L’utopia di Nkrumah, vale a dire un’Africa unita, non è mai morta. E’ presente più che mai tra le nuove generazioni africane ed afrodiscendenti. Questa utopia per molti aspetta solo di vedere il sole dopo secoli di sfruttamento ed ostracismo. Il contributo di Nkrumah resterà masterizzato ad vitam aeternam non solo nella storia africana , ma anche nella cronologia storica di tutti i resistenti che hanno voluto e vogliono lottare per un mondo autodeterminato e libero da ogni dominio esogeno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.