La conferenza di Berlino

Settimana scorsa si è tenuta a Berlino una conferenza che in superficie voleva provare in qualche modo a risolvere la questione libica. Ma è ben più profonda la questione. Come si è visto è stata la Cancelliera tedesca Angela Merkel a chiedere, in modo anche molto insistente, che la conferenza si tenesse nella capitale del suo paese, tutto ciò può portare a una sola conclusione: il Vecchio Continente (non a caso “guidato” dalla Germania, paese più potente d’Europa) sta provando a riemergere, a tornare l’El Dorado del mondo, posto rubato dalle nuove grandi potenze come Stati Uniti e Cina. L’Europa sta puntando a diventare indipendente, dopo un periodo (anche troppo lungo) di Piano Marshall a guida USA.
Tornando alla Libia, guardando i presenti si capisce che la questione è ben più che un fatto nazionale, in gioco c’è il controllo delle rotte migratorie e dei pozzi petroliferi molto ricchi nella zona tra Sirte e la Cirenaica. Gli ospiti principali e più importanti sono stati certamente gli Stati Uniti, rappresentati dal Segretario di Stato Mike Pompeo, la Russia di Putin, l’Egitto di Abdel al-Sisi (il più grande partner dell’uomo forte della Cirenaica), la Turchia di Erdogan e alcune monarchie del golfo, senza contare ovviamente al-Sarraj e Haftar. L’incontro si è diviso in due parti in quanto le delegazioni delle forze di Tripoli e quelle di Tobruk non volevano in alcun modo vedersi. Una volta terminata la conferenza è stato annunciato che Sarraj accettava la tregua proposta mentre Haftar ha chiesto più tempo, fonti successive dicono che Haftar, alla fine, abbia accettato. Ma la realtà è ben diversa. Gli scontri non sono finiti e con tutte le probabilità non termineranno mai. La Conferenza di Berlino, spacciata più volte per successo diplomatico, ha dimostrato che a nessuno conviene la pace in Libia. Ma, lo ripetiamo, la Conferenza è servita a qualcosa: è ormai evidente e imminente che l’Europa sta per fare una “secessione” dall’influenza USA per creare un terzo blocco noto come Stati Uniti d’Europa con alla sua guida la forza franco-tedesca, con relazioni più strette a Mosca che a Washington, tutto ciò è intuibile dalle affermazioni di Macron (il discorso sull’esercito unico europeo e sugli USE) e questa mossa di Berlino della conferenza ne è la piena conferma.

1 thought on “La conferenza di Berlino”

  1. “STATI UNITI D’EUROPA”??! Una dittatura a egemonia germanico-francese, antidemocratica, oligopolistica, mercantilistico-finanziaria. Mi auguro e auguro a tutti i Paesi europei che sono destinati ad uno sfruttamento da subalterni, di fare come la Gran Bretagna. O meglio ancora, di lavorare insieme per la democrazia collaborativa di nazioni sovrane, senza nazionalismi.

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