La repressione si abbatte sui pastori sardi

Apprendiamo con disgusto la consegna di più di mille avvisi di garanzia ai pastori sardi che alcuni mesi fa si erano resi protagonisti di grandi e diffuse proteste a difesa del loro lavoro, assalito dalla sleale concorrenza causata dal libero scambio e dalle deregolamentazioni economiche.

Possiamo vedere già la malata costruzione politica che sta rapidamente prendendo il posto dell’ordinamento repubblicano: alla politica economica in favore dei grandi possessori di capitali si sposa perfettamente la follia securitaria del “decreto sicurezza”, il tutto sotto lo sguardo soddisfatto del totalitarismo europeo.

La rabbia dei pastori sardi, supportati da tutta la Sardegna, dagli studenti ai disoccupati, è la rabbia di tutto il popolo lavoratore che si vede giornalmente vessato da istituzioni sempre più collaborazioniste e ricchi sempre più arroganti. I loro blocchi del traffico erano intimamente giusti e motivati, e non loro, difensori delle libertà repubblicane, dovrebbero essere processari, ma la cancrena nazistoide che dal Parlamento ha varato negli ultimi 30 anni qualsiasi accordo e decreto anti-popolare che sia stato possibile. Nello specifico, i pastori sardi risento della competizione sleale dell’estero, dove latte a basso costo viene prodotto lasciando gli animali in condizioni ben peggiori e contenendo pesantemente gli stipendi.

Il Movimento ’48 si stringe ai pastori sardi in questo momento difficile per molte delle loro famiglie.