La responsabilità è vostra, di Leonardo Sinigaglia

L’Unione Europea ha votato per non riconoscere Alexander Lukashenko come legittimo presidente della Bielorussia, andando nei fatti a negare l’enorme plebiscito ricevuto dal decennale leader. Non solo: sono già arrivate le promesse di sanzioni, in un triste scenario visto e rivisto. In risposta la Bielorussia ha chiuso i suoi confini terrestri con l’Unione Europea, reazione obbligata davanti alle minacce degli improvvisati sceriffi del vecchio continente.

Ad “aggravare” la posizione del presidente bielorusso sarebbe anche la reazione “violenta” delle forze di polizia davanti alle manifestazione degli oppositori, una variegata coalizione di neofascisti, estremisti cattolici, liberisti e millenials in cerca del “sogno europeo”. Nonostante le accuse infamanti, non risultano morti tra le fila dei manifestanti, per la maggiore pacifici, e anche la stragrande maggioranza degli arrestati non risulta essere più in carcere. Scenario diverso è quello che si presenta nel fronte dei “buoni”, dove sulle coscienze di Donald Trump e Emmanuel Macron gravano le decine di morti e le migliaiai di feriti ed arrestati durante le proteste che da mesi e mesi sconvolgono i due paesi. Insomma, questo “mondo libero” sembra, fatti alla mano, ben più violento e repressivo della cosiddetta “ultima dittatura d’Europa”.

Non c’è solo la Bielorussia nel mirino dei terroristi occidentale: l’escalation riguarda ovviamente anche la vicina Russia. Certamente nulla di nuovo sotto il sole, ma oltre alle regolari provocazioni militari, possiamo vedere come ora i totalitarismi occidentali abbiano iniziato le prime operazioni di destabilizzazione, fornendo un porto sicuro al “noto” oppositore Navalny, leader della “Coalizione Democratica”, che alle ultime politiche si è assesstata ad un ben poco dignitoso 2%, e che Vladimir Putin, intemorito dal suo enorme potere politico e del suo ascendente sulle masse avrebbe “avvelenato”. Ovviamente le uniche fonti sono tutte da parte occidentale, ma le “indagini indipendenti” non sono fondamentali in questa parte del mondo.

Ma se l’oppositorucolo è il pretesto, il reale motivo dello scontro è legato al Nord Stream 2, il famigerato gasdotto che avrebbe dovito rafforzare la presenza russa sul continente e che ora è messo in dubbio dalle parti più filo-usa dell’Unione, come la Polonia che ne chiede a gran voce la sospensione. Non solo: si parla anche di università “in esilio” per educare i giovani russi ai valori europei” oltre che invitare ogni stato europeo a rivedere i propri rapporti con la Russia e a finanziare ogni possibile oppositore, così si esprimela risoluzione del Parlamento Europeo.

Viviamo oramai in un clima di guerra fredda. Non più unicamente antagonismo militare, ma ricerca a tutto tondo del conflitto, dello scontro. Dove ci porterà tutto questo? Difficile a dirsi. Ciò che è certo è che la responsabilità ricade totalmente sull’occidente.