La rivoluzione parta anche dalla terra, di Michele Padovan

Per anni il genere umano è stato totalmente dipendente da risorse non rinnovabili per ricavare l’energia necessaria allo svolgimento delle proprie attività, siano state esse produttive, ludiche o di trasporto.
Solo di recente si è visto un timido affacciarsi delle energie rinnovabili, come solare, eolico, geotermico, ma si è sempre trattato di iniziative subito soffocate o immediatamente vincolate dal grande capitale che, come ben sappiamo, sguazza e prolifera nella miseria e nella scarsità.
E poteva forse lasciarsi scappare l’opportunità di trarre profitto da un settore dal quale dipende la vita stessa delle persone, mantenendo quell’aura di scarsità e inefficienza energetica con la quale
le energie rinnovabili sono state avvolte strette per decenni? Ovvio che no!
Ed ecco che proliferano articoli sulla necessità di rimanere sui cari vecchi combustibili fossili, carbone fossile, petrolio, gas come il GPL, che altro non è che la bolla di esalazione gassosa che sovrasta il petrolio nei giacimenti sotterranei, tutti articoli estremamente utili a chi specula nel settore energetico (da qui poi anche, cosa che suscita davvero ribrezzo, la collusione del settore scientifico con le lobby dell’energia).
E se qualcuno vi dicesse che si possono ricavare carburanti dalle piante? Sicuramente molti direbbero: “E’ un demente!”, ma non si può dar loro torto, data la ciclopica opera di offuscamento
e asservimento delle ricerche del settore da parte dei colossi energetici.
“Che cosa??? Ricavano benzina dalle piante?! Non sia mai!! Allungate una bustarella al ricercatoruccio responsabile di tale blasfemia e, se non accetta, distruggetegli la carriera!!!”
Non si osa immaginare quante volte questo indegno, immorale e rivoltante teatrino si sia ripetuto nel corso degli anni.
Pensando a Rudolf Diesel, inventore dell’omonimo motore, lo progettò per fare in modo che esso funzionasse con olio vegetale o grassi animali liquefatti, ma si tratta di informazioni che vanno ricercate nelle varie fonti, sia cartacee che informatiche perché, come già detto, il grande capitale non ha molta simpatia per chi vuole rendersi indipendente da esso e tali notizie vengono sì pubblicate, ma lasciate nell’angolino oscuro, quello impolverato in fondo alla mensola, dove nessuno cerca mai niente.
Bisogna essere curiosi riguardo ogni argomento per capire cosa si può fare di buono per il Mondo ed occorre anche conoscere, almeno un pochino, come esso funzioni e come è composto.
Ed eccoci ai biocarburanti per autotrazione:
come sappiamo, la materia vegetale (sia essa di specie erbacea, arbustiva o arborea), contiene cellulosa, un polisaccaride a struttura complessa composto da catene di glucosio, monosaccaride prodotto durante la fotosintesi.
E se venisse detto che questa cellulosa può essere divisa nel suo zucchero semplice, il glucosio, da un enzima, la cellulasi? E che tale enzima viene prodotto anche da funghi, batteri e protozoi?
Dunque, se prendiamo la nostra materia vegetale, la maciniamo e la gettiamo in un impianto che ne scinda la cellulosa nei suoi zuccheri semplici, mediante gli enzimi sopra citati e poi li si trasforma in etanolo mediante la fermentazione ad opera dei lieviti, otteniamo null’altro che biobenzina, la quale può essere impiegata nei motori a scoppio.
Come è anche possibile ottenere biodiesel da colture cerealicole come il mais o da colture da seme oleoso come colza e girasole.
Per non parlare poi del biometano che sarebbe ottenibile dai naturali processi di decomposizione della materia organica, come i reflui zootecnici, le acque di scarico domestiche, gli scarti colturali derivanti dall’agricoltura e dalla selvicoltura.
E occorre sottolineare il fatto che tutte queste risorse non aggiungono ulteriore CO2 all’atmosfera.
Si tratta di semplice matematica.
Se si ha un impianto arboricolo che a fine ciclo ha fissato 20 T di CO2 e lo si trasforma, estraendo la cellulosa e ricavando etanolo, dal processo di trasformazione e dalla combustione di quell’etanolo nel motore a scoppio si possono riavere solo le stesse 20 T di CO2 che ha fissato nel suo ciclo produttivo, senza aggiungere altre tonnellate di anidride carbonica derivanti dalla combustione di petrolio che sarebbe rimasto lì, inerte, se nessuno fosse andato a rompere le scatole e sforacchiare il terreno in altri Paesi, magari con la scusa di portare loro la libertà (ogni riferimento a fatti, persone e Nazioni che si affacciano sull’Atlantico è del tutto casuale…)
Di strade da poter percorrere ce ne sono davvero molte.
Ora immaginate la vostra casa così come la conoscete, ma avete avuto la rivoluzionaria idea di istallare un mini gassificatore che produce metano dalle acque di scarico del vostro bagno e dai residui organici della pattumiera…Complimenti! Vi siete resi indipendenti dal grande capitale che
non può più ricattarvi, né alzarvi la semplice bolletta del gas a proprio piacimento, perché ora siete liberi ed ecocompatibili.
Ma non solo: con gli scarti organici che derivano dal processo di produzione del biometano potete concimare il vostro orto/giardino.
Come potete vedere, la scusa dei bassi rendimenti delle energie alternative comincia a scricchiolare pesantemente perché oltre al fatto che la tecnologia sta facendo passi da gigante, (ma passi fatti bene, ponderati, dove si valuta bene quale beneficio/danno può esserci da una
ricerca, senza procedere a oltranza per mero profitto e se qualcuno ci rimette, pazienza!) se noi mettessimo insieme i biocarburanti, il biometano, gli oli vegetali, energie come eolico, solare e geotermico, vediamo che abbiamo un’infinità di possibilità ed il bello è che gli scarti derivanti da questi processi si possono utilizzare come concimi, nella perfetta e famigerata “economia circolare”, tanto temuta dal grande capitale perché le sue ricchezze sono rinnovabili e pertanto non ci si può speculare sopra!
Quindi la scelta sta a noi adesso, se continuare a dar retta a persone (dire mostri pare eccessivo…) che vivono e si arricchiscono della distruzione di ciò che ci circonda, che vogliono creare la scarsità dove potrebbe esserci abbondanza per tutti, o svegliarci, sbaraccarli dai loro
piedistalli e rivendicare l’ambiente che ci circonda come un qualcosa che appartiene a tutti perché tutti sono nati in esso e vivere saggiamente con la consapevolezza che le risorse non sono eterne, ma hanno un limite e ci vuole curiosità, oculatezza e metodo per migliorare le cose.
Quindi sì, la Rivoluzione parte anche dalla Terra!
E tu cos’hai intenzione di fare?

Link utili:
http://www.genitronsviluppo.com/2009/12/15/etanolo-da-cellulosa-2/
https://it.euronews.com/2010/06/30/biocarburanti-i-segreti-della-cellulosa-dei-pioppi
https://www.rinnovabili.it/mobilita/biocarburanti/biogas-biometano-vantaggi/
https://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2018/06/con-questo-oro-verde-faremo-un-pieno-di-

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