La società della delazione, di Leonardo Sinigaglia

Genova, oggi. Sono le 7.00 del mattino.

Un anziano è seduto su di una panchina, da solo.

Arriva un uomo intento a portare a spasso il suo cane, vede l’anziano, lo fotografa, indignato ritorna a casa.

Aperto facebook l’uomo posta immediatamente la foto fatta di nascosto al vecchio, ed inizia così la gogna mediatica.

“Maledetto!”, “servono i cecchini!”, “dovevi chiamare i vigili!”, “menomale che ora arriva l’esercito!”.

Sembra una scena assurda ed incomprensibile, ma è la descrizione di ciò che avviene ora in Italia.

Nella follia generale ci si cimenta in una “caccia all’untore” tanto grave quanto immotivata.

Polizia chiamata per segnalare persone che conversano al parco, droni che monitorano dall’alto le città,  l’Italia posta in stato d’assedio con l’esercito per le strade…e  Amazon, con i suoi migliaia di operai, lavora indisturbata, non degnandosi nemmeno di fermarsi i due giorni necessari a sterilizzare l’ambiente e di distribuire guanti e mascherine.

Nel mentre gli stessi prodi difensori dell’ordine pubblico non solo ignorano il fatto, ma anzi hanno aumentato gli ordini dell’azienda americana, che registra picchi di 35mila pacchi spediti al giorno.

La dissonanza cognitiva di chi sarebbe pronto a fucilare il vicino reo di passeggiare ma, fra un ballo sul balcone e una bandiera esposta, ignora le precarie situazioni sanitarie delle fabbriche è lampante.

Conte ha annunciato l’esercito in strada, ha annunciato ulteriori “restrizioni dei diritti”, ha annunciato che “chi trasgredisce sarà punito”, e i beoti non fanno altro che lodare l’operato di questo omuncolo che nel silenzio generale ha de facto assunto pieni poteri.

Anzi!

Lo aiutano: la sistematica delazione agevola l’operazione di controllo sociale in atto, perfettamente inutile per risolvere la crisi ospedaliera se non accompagnata da enormi investimenti nel settore.

E intanto l’Unione Europea annuncia la sospensione del patto di stabilità, la globalizzazione scricchiola,  si prevedono mesi nerissimi, abissali per l’economia mondiale.

È chiaro che un mondo sta morendo.

Sta a noi decidere che mondo vorremmo far nascere. Nel mentre teniamo sempre a mente Gramsci: “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”.

E i mostri possono avere il rassicurante volto di un avvocato pugliese.

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