La società democratica

Che cos’è la democrazia
Democrazia, come tutti sanno, deriva dal greco e letteralmente significa “Potere del Popolo”, il termine fu “inventato” in Grecia da alcuni filosofi, tra i quali
spiccano Aristotele e Platone; tuttavia la democrazia adottata nell’antica Grecia era prevalentemente esclusiva, infatti potevano votare unicamente i maschi adulti appartenenti ad una determinata classe sociale.
Se dobbiamo azzardare una definizione di democrazia in senso puro, potremmo dire che è il potere che viene dal popolo e che va a beneficio dello stesso, il sistema
dove nessuno è così ricco da poter comprare un altro e nessuno così povero da vendersi, citando Rousseau. Un sistema democratico in piena regola non permetterebbe mai disuguaglianza, consumismo e individualismo, sono fattori completamente antidemocratici e impopolari, cancro stesso della nostra società insieme al capitalismo.

I valori comunali: vera essenza della democrazia
Ora che abbiamo dato una definizione, seppur semplicistica, della democrazia dobbiamo analizzare attraverso cosa essa viene esercitata. E’ abbastanza scontato che la democrazia diretta non possa essere adottata a livello nazionale e chi lancia questa accusa manca di dialettica, il sistema democratico si può muovere solamente entro certi limiti territoriali, Gheddafi ha risolto questo problema nel suo Libro Verde, dove spiega che devono essere stabiliti su tutto il territorio nazionale comitati popolari e congressi popolari di base, da questi ultimi viene eletto un portavoce, dall’insieme dei portavoce (definiti da Gheddafi come “Segretetrie”)
si formano i congressi popolari non di base, mentre dai comitati popolari di base sono eletti i comitati amministrativi e così per tutti i settori della società, si
può dire che ha sistemato in modo abbastanza completo la questione democratica odierna. Anche Ocalan ci offre una valida soluzione: una democrazia diretta basata
sull’ecologia sociale e sulle comunità locali, questo sistema prende il nome di confederalismo democratico, ovvero una forma autogestionale di stampo libertario
apertamente ispirata al pensiero dell’anarchico e ambientalista americano Murray Bookchin. Nel suo libro “Oltre lo stato, il potere e la violenza” Ocalan
ci spiega come la soluzione al capitalismo, secondo lui, è la completa decentralizzazione e una “democrazia senza stato”, basata tanto sulle libertà individuali
quanto sul potere comunitario. Insomma sia Gheddafi che Ocalan ci fanno capire come le comunità siano la cosa più importante in una Nazione.
Se vogliamo paragonare la Nazione a un essere vivente potremmo dire che le comunità locali sono le sue cellule, i suoi tessuti e i suoi organi, senza le comunità
non esisterebbe la Nazione, la Patria stessa è una comunità. I valori comunali sono quindi il senso d’appartenenza alla nazione, una irrefrenabile voglia di libertà
e un fervente internazionalismo. Sono valori che, come vedremo più avanti, sono sempre esistiti e continuano tutt’oggi ad esistere.

democrazia e capitalismo: due sistemi in costante conflitto
La democrazia è un sistema egualitario, è impensabile associarlo al capitalismo in quanto esso è un sistema classista, nato dall’evoluzione del sistema schiavista
di Roma e dal feudalesimo medioevale. Una società democratica è di base una società autogestionale, comunitaria, dove non ci sono differenze nè economiche nè sociali.
Da questo si evince che capitalismo e democrazia sono due poli radicalmente opposti l’uno all’altro. Guardiamo all’Italia: nel nostro paese il 12%
della popolazione è disoccupata (quindi circa 7 milioni di persone) mentre il 30% della popolazione vive sotto povertà relativa (quindi circa 18 milioni di persone)
e 7 milioni di persone vivono in povertà assoluta (fonte: ISTAT). La democrazia non può esistere dove ci sono tali situazioni, è un completo ossimoro definire
la nostra società come democratica. Tutti i grandi pensatori democratici degli ultimi secoli erano avversi al capitalismo, come ad esempio Mazzini e Garibaldi. Il
fatto che molti non riescono a capire è che il capitalismo e oggi in particolare il neoliberismo sono la crisi stessa, non sono sistemi stabili adatti alla
convivenza, ma rappresentano anzi il più grande ostacolo alla vita umana, basati sulla competitività più sfrenata e il perenne dominio di pochi su molti,
questo sistema nasce dal bisogno ossessivo di alcuni individui di arricchirsi e comandare sugli altri, dopo che questi tramite massacri e menzogne hanno preso
il potere hanno distrutto tutto ciò che girava intorno alla vita comunitari, causando così una perenne crisi, che subisce continue scosse causate dall’anarchia
nel mercato. Dire che il capitalismo è un fattore naturale dell’uomo è la più grande menzogna mai esistita: l’uomo ha sempre vissuto in comunità, etnie, tribù ecc…
è un suo istinto naturale vivere in comunità, istinto represso dalla sete di potere e dall’invidia di pochi menzogneri, ma questa parte la vedremo più avanti.

sovranità è democrazia
la democrazia, come già detto, è il potere del popolo e di conseguenza chi è democratico è anche sovranista, ma non un falso sovranismo basato sulla retorica
del “difendere i confini nazionali dall’invasione islamica” o del voler “cambiare” l’UE dall’interno, bensì un sovranismo popolare dove il popolo non è sottomesso
ad una cricca di oligarchi e despoti, sia interni che esterni, ma è libero di agire politicamente all’interno della nazione. Come disse Mazzini non può esistere
sovranità al di fuori del bene sociale, della libertà e del progresso di tutti per opera di tutti, quindi sovranità è un concetto strettamente
legato alla vita comunitaria e democratica, perchà dove esiste sovranità esiste un popolo unito e libero. Oggi essere tacciati di sovranismo è un qualcosa di
negativo, la sovranità è paragonata a un Leviatano che distrugge tutto, come scrive Carlo Galli, ma in realtà non è altro che la più grande opposizione al neoliberismo,
ed è per questo che hanno dovuto creare gli pseudo-sovranisti alla Salvini, per far perdere di vista il vero significato democratico e sociale che ha sempre
avuto la sovranità. Sovranismo è anche un concetto da intendere in senso economico, finchè i lavoratori non possederanno i mezzi di produzione non ci sarà mai piena
libertà e benessere sociale, perchè i lavoratori sono sottomessi ad un capitalista che li sfrutta per fare soldi. Il lavoro, così come il resto della
società, deve funzionare in modo democratico e comunitario, senza differenze tra gli individui, in modo che ciascuno possa agire in modo libero e indipendente.

la democrazia nella storia: dai profeti ai barbari, dagli alchimisti ai monasteri, dal settecento a oggi
La democrazia, come già anticipato, non è nata in Grecia, ma bensì è sempre esistita fin dalla nascita dell’uomo. Ocalan la definisce “società matriarcale”
perchè, secondo i suoi studi, il centro della comunità era la donna, fatto sta che erano delle forme primordiali di autogestione perchè non esistevano ancora fattori
come l’economia e la politica. L’evoluzione e la necessità hanno spinto alcune comunità a diventare sedentarie, in particolare nella zona del Vicino Oriente (in
Mesopotamia), lungo il corso del Nilo e in estremo oriente. La società era ancora autogestita ma con più incarichi questa volta, come la gestione delle risorse da
distribuire ai membri della comunità. Sul lungo andare alcuni individui divennnero avari e così iniziarono a “trasformare” le religioni totemiche/animiste in religioni
politeiste e mitologiche. Queste religioni rappresentavano il potere e l’asservimento, infatti bisognava avere paura degli dèi. Questi individui si autoproclamarono
re-dèi, perchè loro rappresentavano il collegamento tra la vita terrena e quella spirituale, questo fenomeno si evolse e fu creata la gerarchia religiosa, le
Ziqqurat rappresentavano perfettamente il simbolo del potere, in alto il re-dio, scendendo i sacerdoti, poi l’esercito, i mercanti e infine il proletariato, sul
quale ricadeva tutto il peso della società. Tuttavia questo sistema gerarchico riscontrò molta opposizione da parte dei “fedeli” alla società democratica, che ora erano
rappresentati dalle Tribù e dalle etnie: i curdi sono un esempio, in Sumero “Curdi” significa “coloro che vivono sulle montagne”, e quindi un’etnia autogestita che
si opponeva al sistema stabilitosi. in Europa gli eredi delle società democratiche erano rappresentate dai barbari del nord, i germani, che facevano continue incursioni
in territorio romano, creando degli scossoni nel sistema gerarchico dell’Impero. In tutta la storia di Roma dalla fondazione della Repubblica prima e dall’impero poi
ci furono correnti profetiche che aspiravavano alla libertà dei popoli dal dominio dei romani. Il primo di questa corrente fu sicuramente Spartaco, che guidò
un’insurrezione contro Roma, è abbastanza ovvio che egli voleva anche lanciare un messaggio di lotta contro il sistema gerarchico romano, tanto che è diventato
un grandissimo simbolo di lotta al capitalismo nei tempi moderni, come ad esempio la Lega Spartachista di Rosa Luxemburg in Germania. Il più importante, e conosciuto,
di questi profeti fu sicuramente Gesù Cristo, egli ha dedicato la sua vita alla lotta contro l’Impero Romano e ha pagato col sangue. Cristo esprimeva, tramite la figura
di Dio, idee che oggi potrebbero essere definite libertarie e, se proprio vogliamo, pseudo-socialiste ed anarchiche. Gesù lottava, ad esempio, contro il mercantilismo
(lo dimostra quando caccia i mercanti dal tempio) ed era favorevole alla piena libertà religiosa, contrapponendosi alla teocrazia (famosa la frase “date a Dio quello
che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare”). Purtroppo, come spesso accade nei sistemi schiavisti, le figure che lanciano un fortissimo messaggio di lotta
vengono strumentalizzate e sfruttate a proprio favore, non ci volle molto prima che venne a formarsi la gerarchia ecclesiastica e che l’impero che Gesù tanto lottò
divenne una teocrazia “cristiana” (in completo disaccordo con le sue stesse idee). Tuttavia anche qui gli oppressori non riuscirono a monopolizzare il loro pensiero,
infatti le correnti democratiche erano ancora molto influenti sulla società. In particolar modo nel medioevo la forma di società democratica più sviluppata era
sicuramente il monastero; in questo luogo si professava la vera fede di Cristo, ovvero una vita autogesitita e comunitaria dove tutti hanno un proprio ruolo che punti
a far prosperare e progredire la società. Tutti i grandi scienziati e studiosi del tempo vivevano in un monastero o seguivano la dottrina cristiana pura: Giordano
Bruno, Galileo Galilei, Copernico e tanti altri, è solo grazie a loro se oggi siamo dove siamo, grazie alla loro lotta al becero tradizionalismo del Vaticano.
Da ricordare in particolar modo sono gli alchimisti e le streghe, questi rappresentavano il progresso scientifico e il bene comunitario, in particolare nell’ambito
farmaceutico. Le donne di scienza venivano bruciate perchè il pensiero reazionario non permetteva una concezione della donna superiore ad un oggetto e così la donna
che si mostrava superiore alla cosa veniva presa per strega, una serva di Satana. A dare la scossa più forte di tutti al sistema fu sicuramente Giordano Bruno: egli
attacava la Chiesa Cattolica non con la scienza ma con la teologia stessa, aveva una concezione panteista del mondo e dell’Universo, l’Universo è infinito perchè
Dio è infinito, noi dobbiamo rispettare l’ambiente perchè Dio è l’ambiente e noi dobbiamo combattere i reazionari che impediscono l’evoluzione del pensiero umano
perchè noi stessi siamo parte di Dio. Giordano Bruno diede la vita per combattere il sistema, fu arso vivo al Campo de’ Fiori a Roma per eresia, in quello stesso luogo
i Garibaldini ci costruirono una statua in suo nome, la posizione della statua era molto significativa, era stata proposta da Armand Lévy (uno degli ideatori della
Comune di Parigi) e voltava le spalle al vaticano in segno di rivolta, la statua fu distrutta con la caduta della Repubblica Romana ma in seguito fu ricostruita con
l’Unità d’Italia. Nonostante la vittoria del capitalismo subito dopo la fine del medioevo il Rinascimento diede una forte spinta ai movimenti democratici e lo dimostrano
tutte le rivolte popolari avvenute in quel periodo: la Jacquerie in Francia, la Guerra dei Contadini, o per meglio dire la rivolta dei contadini, in Germania (Sacro
Romano Impero), la ribellione di Wat Tyler in Inghilterra e tante altre. Tutte queste forze democratiche furono soppresse ma tutto ciò era solo l’inizio, si possono
paragonare questi eventi e le repressioni successive a una carica di dinamite, le rivolte del Rinascimento e le tirannie rappresentavano la miccia, una volta che la
miccia si esaurì la bomba scoppiò e cominciò così la Rivoluzione Francese, nel 1789. La rivoluzione francese fu molto controversa ma non c’è dubbio che c’era un
fortissimo contenuto popolare e democratico, lo dimostra lo Stato Rivoluzionario di Maximilien de Robespierre, dove il Cittadino era al centro della società e chiunque
si opponesse al potere popolare veniva eliminato, purtroppo durò relativamente poco perchè la borghesia riuscì a prevalere e Robespierre fu giustiziato.
Anche se questa fu una sconfitta per le forze democratiche il popolo non si arrese, nemmeno 50 anni dopo i giacobini (ora noti come neogiacobini) si rivoltarono
contro la tirannia e istaurarono la Seconda Repubblica, anche questa cadde, questa volta sotto un imperatore, Napoleone III. Quest ultimo adottò politiche dispotiche
internamente e imperialiste all’estero, in seguito nel 1871 cadde sotto l’invasione prussiana e nello stesso anno il popolo parigino, stufo della pessima situazione, si
rivoltò e nacque così la Commune de Paris, uno stato socialista in piena regola, con influenze proudhoniane e bakuniane, l’esercito regolare fu sciolto e i cittadini
si armarono per difendere la loro Patria, la bandiera di questo stato era la bandiera rossa. Purtroppo anche questa rivoluzione cadde nel nulla e la comune si sciolse
poco tempo dopo. Anche l’Italia fu travolta da una forte onda di rivolte democratiche, le più importanti furono certamente quelle del 1848: queste proteste, di carattere
marcatamente popolare e democratico permisero la formazione della Repubblica Romana, dove per la prima volta in Italia vi era un deputato eminentemente socialista,
Quirico Filopanti, egli era anche a capo della Commissione Barricate a Bologna. La Repubblica Romana, come si può dedurre dalla stessa costituzione, prevedeva un punto
di svolta radicale rispetto agli altri stati italiani: sanciva votazioni a suffragio universale, piena libertà, giustizia sociale e incorporava tutti i Cittadini
nella milizia popolare. Purtroppo questo sogno crollò sotto i cannoni francesi e il papa, prima spodestato dal popolo, venne rimesso al suo posto, distruggendo tutti
i progetti sociali di Mazzini, Garibaldi e altri Repubblicani, che persero molti fratelli negli scontri con la Francia. Dopo il fallimento a Roma nel 1849 la borghesia
e l’aristocrazia tornarono tranquille sui loro troni, fatti di ossa e sangue, ma non finì qui, nella notte tra il 5 e il 6 Maggio 1860, circa mille volontari
garibaldini, con poche armi e pochissime munizioni, partirono da Quarto, il loro obiettivo era aiutare le rivolte popolari che si stavano scatenando in Sicilia contro
il Regno dispotico dei Borbone. Bisogna precisare ora un paio di cose: il Piemonte non supportava in nessun modo la spedizione e, anzi, Cavour fece di tutto per fermarla
e nemmeno gli inglesi supportavano la spedizione, perchè se fosse così non sarebbero partiti male armati e senza munizioni. Comunque, la spedizione riuscì e Garibaldi
arrivò a Napoli con ben 55 mila uomini, a prova del fatto che era supportato dal popolo. In quel momento a Torino si stavano mangiando le mani, il generale Garibaldi,
democratico e socialista, che annette il Regno delle Due Sicilie, inaccettabile per dei liberali, ora dovevano agire, Garibaldi stava rivolgendo le armi contro Roma,
inutile dire che, pur di evitare un ulteriore rafforzamento del movimento democratico in Italia, i piemontesi spararono addosso alle camicie rosse e allo stesso Garibaldi.
Eventi simili accaddero anche in America Latina, dove Simon Bolivar proclamava, una quarantina di anni prima, la Gran Colombia; uno stato liberale di matrice democratica
che puntava a unire tutti i popoli del Sudamerica, anche questo progetto fallì, ma questa volta a causa degli oligarchi interni. Agli del 1900 i movimenti democratici
nel mondo erano abbastanza deboli, finchè non arrivò una forte scossa che sconvolse il mondo intero: la Prima Guerra Mondiale. Questa guerra era la figlia prediletta
dell’imperialismo e del capitalismo, ma anche delle forze democratiche che cominciavano a muoversi di nuovo. E’ il caso di Gavrilo Princip, il quale apparteneva a un
movimento di liberazione nazionale di ispirazione mazziniana, Gavrilo fece un attentato ai danni del granduca d’austria Francesco Ferdinando d’Asburgo, uccidendolo mentre
passava per Sarajevo, questa fu la famosa goccia che fece traboccare il vaso. L’Austria scatenò una forte repressione in Bosnia e nel frattempo la Germania invadeva il
Belgio per riuscire a invadere la Francia da nord con effetto sorpresa, subito i garibaldini accorsero alla difesa della Francia per aiutare a respingere l’invasore,
tuttavia l’anno seguente molti dei garibaldini che erano in Francia si spostarono e tornarono in Italia dopo la notizia dell’entrata del Regno in guerra contro l’Austria.
In pochi anni l’Italia, e la triplice intesa, vinsero la guerra ma in quello stesso momento stava accadendo qualcosa di ancora più sconvolgente per il mondo: in Russia
gli zar venivano spodestati e il rivoluzionario Vladimir Lenin saliva al potere con l’unico scopo di liberare il popolo russo. Senza perdersi in dettagli inutili possiamo
dire che ci riuscì in pieno, grazie anche alle capacità militari di Lev Trotsky e la politica di Iosif Stalin, il quale, succedendo a Lenin, cominciò la costruzione del
socialismo in Unione Sovietica portando alla definitiva liberazione del popolo russo. Dopo la prima guerra mondiale il movimento democratico si rafforzò moltissimo
in tutta Europa, la Lega Spartachista in Germania, il Partito Comunista d’Italia, l’Unione Sovietica e tanti altri, questo rafforzamento, dovuto alla pessima situazione
causata della grande guerra, comportò una risposta da parte delle forze reazionarie che si tradusse nel fascismo in Italia e nel nazismo in Germania, e qui il sistema
subì un’altra forte scossa: la seconda guerra mondiale. La Seconda Guerra Mondiale è stato l’evento che ha influenzato più di tutti la nostra vita oggi. Con la sconfitta
di Hitler il mondo fu diviso in due poli e questa spaccatura passava proprio per Berlino. Da una parte dei governi popolari e dall’altra dei regimi capitalistici,
l’Unione Sovietica aveva certamente molti problemi ma la democrazia dei soviet era assai preferibile alle “democrazie” liberiste occidentali, dove a comandare non è
il popolo ma degli oligarchi.
Nel dopo guerra il mondo era costantemente sul piede di guerra: in Italia la CIA ha falsificato le elezioni, facendo vincere i democristiani e facendo rivoltare la
popolazione, in Irlanda del Nord i repubblicani lottavano per unificare la patria e liberarla dal dominio della Corona inglese, in Cina dopo la fine della tregua
anti-giapponese tra comunisti e nazionalisti Mao mosse le armate e scacciò i nazionalisti reazionari, in Corea Kim il Sung, principale esponente della resistenza
antimperialista prese il controllo della parte Nord della penisola, mentre il sud fu conquistato dagli americani che misero al potere dei despoti che repressero nel
sangue tutte le rivolte popolari e democratiche (come quella di Jeju), in Vietnam Ho Chi Minh scacciava francesi e americani mentre in Sudamerica i popoli si
alzavano spodestando, come in Cile, gli oligarchi, le marionette degli States. In Africa e Vicino Oriente fu una vera e propria alba dei popoli: Gheddafi, Sankara,
Lumumba, Mandela, Kenyatta, Nasser, Hussein, Tourè e tanti altri, i movimenti democratici cominciavano a spargersi ovunque. Poi accadde la tragedia, l’Unione Sovietica
cadde, per quanto con Krusciov e Gorbaciov fosse diventata un gigante burocratico e malfunzionante la mancanza di due blocchi contrapposti permise lo spargimento
a macchia d’olio del neoliberismo, in particolare con le dottrine di Reagan e Tatcher. E poi oggi, dove i movimenti democratici stanno combattendo per emergere, come in
Cile, Haiti, Iraq, Ecuador, ma non basta, dobbiamo impegnarci pure noi per portare la giustizia e libertà in Italia e nel mondo, portando alla definitiva liberazione
dell’Umanità.

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