La verità dietro all’abbattimento del Boeing 737

Le macerie del 737

Si sente parlare in questi giorni, sempre di più, del recente incidente avvenuto in Iran con un semplice aereo di linea.Un boeing della Ukraine International Airlines si è infatti schiantato vicino a Teheran (appena 3 minuti dal decollo) poche ore dopo gli attacchi dell’Iran verso le diverse basi statunitensi in Iraq.Inizialmente l’Iran ha dichiarato che si sia trattato di un incidente tecnico, e che si stavano svolgendo indagini sul luogo.Poco dopo, sempre l’Iran, ha dichiarato di non esser disposto, almeno per il momento, a concedere la scatola nera del boeing all’Ucraina.È quindi legittimo pensare, avendo questi semplici dati alla mano, che sia stato effettivamente l’Iran ad aver abbattuto il boeing.Le ipotesi nate inizialmente su un eventuale attentato terroristico sono state scartate fin da subito, già dal semplice fatto che nessun “organizzazione” terroristica (Isis, al-quaeda, o altri) abbia rivendicato l’episodio.Ma la questione non è così semplice.Secondo gli Stati uniti e i suoi media (quindi anche quelli Europei, visto che prendiamo la maggior parte delle informazioni dagli Usa dando per scontato che siano tutte attendibili) l’Iran ha abbattuto il boeing 737 (176 morti: Gran parte delle persone a bordo, 82, erano iraniani, 11 di nazionalità ucraina, 63 canadesi, 10 svedesi, 4 afgani, 3 tedeschi e 3 britannici) per sbaglio lasciando accesi i sistemi missilistici dopo l’attacco avvenuto durante la notte.In questo modo, purtroppo, avrebbero riconosciuto automaticamente, ed erroneamente, l’obiettivo lanciando quindi il missile Tor-M1, tra l’altro di fabbricazione Russa ma con sistemi/software Iraniani.Va detto poi che è stata l’emittente televisiva “al Hadath”, che fa parte del gruppo della saudita “al Arabiya”, ad aver diffuso la notizia che il boeing sarebbe stato colpito per errore da un missile sparato dai Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran. Appunto un media dell’Arabia saudita e quindi per sua natura schierato politicamente contro l’Iran e l’intero blocco anti-Usa ed anti-Nato. Gli stessi media, a braccetto con i colleghi occidentali, che hanno sparato bufale su bufale su Assad per far scatenare poi la guerra in Siria (armi chimiche rivelatisi inesistenti) o anche su Saddam (armi nucleari rivelatisi inesistenti).La questione della scatola nera fa venir sicuramente i dubbi sulle eventuali colpe dell’Iran, ma non va sottovalutato il fatto che ceder in questo momento una prova così importante ad un Paese (Ucraina) più o meno fantoccio dell’Occidente (seppure con legami ultimamente più stretti con la Russia per via del nuovo presidente) potrebbe significare per l’Iran una perdita definitiva di queste prove. Potrebbe succedere qualunque cosa in questo conflittuale momento, e ciò che conviene per l’Iran è ovviamente invitare l’Ucraina o l’Organizzazione Internazionale ad investigare sul luogo. Ed è effettivamente ciò che ha fatto. Secondo l’agenzia Irna infatti le autorità Iraniane hanno invitato Boeing e inquirenti di Kiev a partecipare all’inchiesta. L’Iran accoglierà anche esperti di altri Paesi i cui cittadini sono deceduti nello schianto (quindi Germania, Canada, Svezia, Afghanistan, e Regno Unito; escludendo probabilmente Nazioni che vorrebbero sicuramente intervenire “ficcando il naso”, come gli Stati uniti).È inoltre iniziato a girare un video più o meno dopo le dichiarazione del primo ministro Canadese Trudeau (essendo morti 63 connazionali) sul fatto che sia stato l’Iran ad aver abbattuto erroneamente l’aereo: un video filmato su un semplice smartphone che mostra l’abbattimento dell’aereo, esplicitamente avvenuto con un missile.Ci sono da fare diverse considerazioni sul video:1) È iniziato a girare dopo un po’ di tempo dall’avvenimento, mentre in genere i video “reali” iniziano a girare nel web pochi minuti o massimo ore (o perfino in diretta) dai vari disastri che possono succedere; si pensi ad esempio alle varie stragi avvenute negli ultimi anni in Francia o a Londra, o le sparatorie quasi quotidiane che avvengono negli Stati uniti. Questo fa pensare che questo tempo prima della pubblicazione sia stato speso appunto per editare il video.2) Fa ancora di più pensare a male il fatto che il video sia stato girato (se è stato veramente registrato) proprio in quell’esatto momento, con la visuale rivolta verso l’incidente come se già si sapesse cosa stava per accadere. Il fatto che sia avvenuto di notte lo rende ancora più strano. Pensateci: chi si metterebbe a fare un video di notte, completamente a caso, inquadrando poi un punto del cielo anch’esso completamente a caso? Poi, vista l’alta improbabilità, non vi mettereste a condividere immediatamente il video se quest’ultimo ha casualmente immortalato un incidente di queste dimensioni?3) Il video è stato “certificato” da Eliot Higgins. Probabilmente pochi, o nessuno di voi ha mai sentito questo nome; ebbene è giusto parlare brevemente di questo soggetto.Circa un anno fa avvenne un incidente sul Donbass, in cui un volo di linea MH 17 si schiantò. Immediatamente si iniziò a parlare di missili lanciati dai ribelli filo-Russi presenti sul territorio, che sarebbero stati capaci di abbattare questo aereo ad una quota altissima, ben 9000 metri. E durante le indagini, quindi senza alcuna prova, la commissione Europea si scagliò ad una tempestività invidiabile contro il governo Russo dicendo a questo di dover prendere le proprie “responsabilità” sull’accaduto (risarcendo le vittime, l’agenzia aerea, e magari prendersi anche qualche sanzione; proprio la giustificazione delle sanzioni era l’obiettivo di questo atto terroristico, e l’obiettivo fu effettivamente raggiunto, rinforzando tutta l’Europa le sanzioni verso la Russia). Queste investigazioni, più o meno per conto della commissione europea, erano seguite dalla Joint Investigation Team, identificato con il gruppo “Bellingcat” creato proprio da Eliot Higgins. Quest’ultimo, già dai primi anni della guerra alla Siria, con lo pseudonimo di Brown Moses, era disposto a certificare come autentica ogni fake che gli veniva sottoposta dai media e che, dopo i soldi ricevuti dalla Open Society Foundation di George Soros, ha messo Joint Investigation Team, attualmente patrocinato dall’Atlantic Council, in pratica un think tank della NATO finanziato dal Dipartimento di Stato americano. Almeno la certificazione di questo video, quindi, è tutt’altro che attendibile.Vanno analizzati poi gli effetti di questo disastro.La US Federal Aviation Administration ha vietato a tutti i voli commerciali (statunitensi) di entrare nello spazio aereo Iraniano ed Iracheno, in questo modo si blocca quasi completamente il commercio dell’Iran colpendo indirettamente soprattutto Cina e Russia, che hanno forti scambi col Paese Persiano.Inoltre, diversi vettori non americani hanno dirottato i loro voli mercoledì per evitare l’Iraq e l’Iran, secondo Flightradar24, un sito che traccia i transponder degli aerei. Non entreranno nello spazio aereo di Iran e Iraq neanche Qantas, Malaysia Airlines, Singapore Airlines, Air France e Lufthansa; minando quindi non solo i voli commerciali ma anche il turismo, già piuttosto misero purtroppo per l’Iran, evitando perfino certi voli di scalo. Un altra grande perdita sul piano economico per l’Iran.Proprio per via di queste ritorsioni contro l’Iran gli Stati uniti stessi hanno comunicato che è stato senza dubbio un incidente involontario (sarebbe folle ovviamente abbattere un aereo sopra la propria capitale, con circa metà dei passeggeri connazionali, minando la propria reputazione innescando quindi gravi conseguenze economiche verso il Paese); incidente involontario che vuole comunque gettar sfiducia verso l’Iran, minando oltre che il turismo anche eventuali rapporti commerciali; incidente involontario che vuole giustificare ulteriori sanzioni “per irresponsabilità” contro il Paese già isolato.Va poi presa in considerazione la situazione di Boeing e della compagnia del volo di linea.Boeing ha dichiarato di esser “consapevole delle notizie di stampa dall’Iran e stiamo raccogliendo più informazioni”. Boeing, come gli altri produttori di aerei, in genere dà assistenza nelle indagini sugli incidenti. Tuttavia in questo caso su questi sforzi potrebbero influire le sanzioni Usa imposte all’Iran da quando Donald Trump si è ritirato unilateralmente dall’accordo sul nucleare iraniano a maggio del 2018. Con queste sanzioni, che invitano indirettamente a Boeing a “non spendere”, si evitando quindi anche investigiazioni che potrebbero sicuramente esser più imparziali rispetto alla Joint Investigation Team citata precedentemente.La società Boeing è stata sottoposta inoltre ad un intenso controllo dopo lo schianto di due 737 Max jet in meno di cinque mesi, che insieme hanno ucciso 346 persone.L’incidente, poi, tocca politicamente un nervo scoperto in Ucraina, poiché la compagnia aerea che opera il volo, l’Ukraine International Airlines, è in parte di proprietà di una rete di compagnie offshore di Igor Kolomoiskij, un oligarca con stretti legami con il presidente Ucraino Zelenskij.Quali sono quindi le conclusioni?È un caso complesso: un incidente avvenuto poco tempo dopo l’attivazione dei missili lanciati contro le basi Usa in Iraq, una scatola nera che l’Iran al momento non vuole cedere preferendo piuttosto aprire le indagini e le inchieste per i Paesi delle vittime, e un video molto probabilmente falso che dà ragione alle tesi degli Stati uniti.Potrebbe ovviamente essere che sia stata effettivamente colpa delle forze Iraniane, che non hanno effettivamente “spento” il sistema missilistico; ma potrebbe esser anche stato un infiltrazione hacker da parte degli Stati uniti, approfittando dei sistemi missilistici accesi in occasione dell’attacco verso le basi in Iraq; potrebbe infine esser stato un semplice incidente tecnico come comunicato inizialmente (visti poi gli episodi avvenuti precedentemente sempre con Boeing 737), questa sarebbe comunque una “sorpresa” per tutti, essendo avvenuto per coincidenza proprio in concomitanza con le forti tensioni tra Usa ed Iran.Insomma, ci si auspica che la questione venga risolta seguendo le vie legali, con indagini ed inchieste oggettive senza finanziamenti di investigatori pagati da chi è di parte, perché questo non è un semplice incidente, ma è l’occasione per inasprire ulteriormente la situazione mediorientale, dando una stupida giustificazione ai Paesi occidentali per colpire di nuovo l’economia Iraniana con sanzioni su sanzioni. Le vittime in tutto questo sono i 172 morti, i loro cari, e tutti gli abitanti dell’Iran, non di certo l’occidente.

2 thoughts on “La verità dietro all’abbattimento del Boeing 737”

  1. Tutto molto accurato e preciso. Complimenti a chi ha scritto l’articolo.
    Peccato che vi siate dimenticati di aggiungere la dichiarazione del presidente Iraniano: https://twitter.com/HassanRouhani/status/1215856039997984768?s=20
    Cos’è? Anche in questo caso gli USA hanno hackerato l’account?
    Una cosa sola è certa che la guerra non fa bene a nessuno…tranne che agli speculatori che finanziano le armi e quelli che pubblicano notizie.

    1. Grazie per i complimenti. La dichiarazione non è stata considerata semplicemente perché questo articolo è stato pubblicato (e scritto) il giorno prima; non oggi. La dichiarazione cambia in effetti la situazione: Rohani ha definito lo sbaglio “imperdonabile”, ed il generale Hajizadeh si è preso le piene responsabilità accettando “qualsiasi decisione che le autorità prenderano”. le proteste non mancano, ed il Popolo, giustamente, manifesta contro il silenzio che c’è stato in questi giorni da parte del governo. Va detto che, oggettivamente parlando, il governo ha fin dall’inizio aperto ad eventuali indagini, come detto nell’articolo, ed è stato probabilmente all’oscuro della triste realtà (circolavano ovviamente teorie, ma non c’erano prove concrete o ammissioni). Tuttavia va detto che rimane lo scetticismo verso il video, anche se a questo punto, dopo le dichiarazioni, non è che cambi più di tanto la situazione. I parenti delle vittime vanno risarcite, anche se la Vita non ha prezzo. Si spera che si calmino le acque e che l’occidente non se ne approfitti di questa situazione per affondare ulteriormente la lama sull’Iran e il Medioriente in generale.

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