Lavoro come Rivoluzione: di Nicolas Mariucci


Oggi è il primo maggio , la festa dei lavoratori , la festa di chi è costretto a lavorare più di 8 ore al giorno con il rischio costante di ammalarsi e far ammalare i propri cari .


Lavorare è diventato pericoloso e non mi riferisco solo all’attuale crisi sanitaria in corso nel nostro paese , mi riferisco alle continue lotte fra lavoratori per ottenere una qualche inutile promozione di sorta , lotte queste che appestano e infettano l’ambiente lavorativo e distruggono i rapporti sociali di cooperazione fra i lavoratori . Il Tutto si limita ad un’ aspra e dura competizione dove ogni lavoratore sfruttato e stanco delle angherie subite attacca coloro che condividono la sua stessa malasorte, vedendolo quindi come rivale al proprio benessere ;si sposta così il conflitto verso il basso piuttosto che canalizzarlo verso l’alto , alle cause reali di tali oppressioni .


L’economia di mercato capitalista funziona bene perché essa va’ a mercificare l’uomo , il suo tempo è denaro , la sua salute è denaro , la sua vita è denaro , attraverso questa formula l’uomo si trasforma da essere l’essere più degno e nobile della terra , ad un ingranaggio senza emozioni o volontà, intento solo a produrre , produrre, produrre .
Cosa regola i rapporti fra gli uomini , se la vita stessa si consuma lavorando per acquisire denaro e potere ? La solidarietà? la cooperazione? la fiducia? NO, IL DENARO.


Il Denaro è il garante di ogni bene e servizio nella nostra società .Siamo affamati ? Bisogna pagare per del cibo. Abbiamo bisogno dell’aiuto di qualcuno per costruire una casa? Bisogna pagare un muratore. Ecc ecc , gli esempi sono Infiniti. Ovviamente coloro che guadagnano di più si possono permettere beni e servizi migliori , mentre chi guadagna di meno o non guadagna proprio può giustamente morire di fame dentro una capanna .
Vogliamo davvero Lavorare per alimentare questo marcio sistema discriminatorio verso chi non riesce a farsi strada all’interno di questa giungla terribile ?
Lavorare significa fornire un bene o un servizio alla società in cui viviamo e di cui facciamo parte , non ha nulla a che vedere con il desiderio egoistico di raggiungere il benessere esclusivo di sé stessi o del proprio nucleo familiare ; il lavoro è il mezzo con cui gli uomini possono donare alla società i loro servizi , un dono caritatevole che promuove la cooperazione affinché tutti facciano la propria parte nel rispetto delle necessità della società. Ognuno secondo le sue capacità, ognuno secondo i suoi bisogni. Quale uomo lavora al meglio delle proprie capacità, con la mente fissa nel pensiero : “sto lavorando per aiutare i compagni che hanno bisogno delle mie abilità , per questo motivo mi devo sforzare e lavorare al meglio ; só che tutti si stanno impegnando per soddisfare anche le mie necessità e io non posso essere da meno.”
Una società moralmente sviluppata come questa puó sembrare utopica ed irrealizzabile , ma sappiamo bene che il modello capitalista attuale genera ogni giorno centinaia di suicidi sul lavoro ed alienazione continua , quindi perché non provare a cambiare ? D’altra parte , come dice il comandante che-Guevara , la Rivoluzione deve nascere dentro di noi , e non c’è fine alle modifiche che si possono apportare alla propria anima .


I lavoratori sono la colonna vertebrale di ogni aggregato di uomini e donne , questi devono essere tutelati in ogni modo possibile e non sfruttati per i fini di pochi , la società deve muoversi sul sentimento di appartenenza e di solidarietà e non sul vile interesse personale. Ricordiamo il 1° Maggio come La Festa di chi lotta lavorando per tutti noi, senza piegarsi alla corruzione del sistema . Il sogno di una società migliore è saldo nei nostri cuori e come dice il rivoluzionario cubano per eccellenza “ Siamo un esercito di Sognatori, per questo siamo invincibili.”