L’Europa tra due fuochi. Russia e USA si ritirano dal trattato sulle armi nucleari.

In questi giorni gli Stati Uniti hanno annunciato che si stanno formalmente ritirando dal trattato di controllo degli armamenti con la Russia, sostenendo che mina i suoi interessi nazionali. Hanno dichiarato che in circa sei mesi avrebbero completamente sospeso la propria partecipazione al trattato sulle armi nucleari a raggio intermedio (INF) accusando la Russia di sviluppare missili che violano l’accordo e lanciando quindi un ultimatum a Mosca, ovvero la distruzione verificabile dei missili che violano l’accordo e le attrezzature a loro associate. In risposta, la Russia ha negato le accuse statunitensi accusando a loro volta gli Stati Uniti di violare l’accordo e che quindi anche loro vogliono uscire dall’INF.

John Bolton, noto guerrafondaio statunitense nonchè “iniziatore” della guerra al tratto INF (che garantiva fino ad oggi la sicurezza dell’Europa e del mondo dalle armi nucleari), afferma che il trattato limita la loro capacità di rafforzare il proprio potenziale, mentre la minaccia di questo tipo di armi sta arrivando anche dalla Cina e dall’Iran. Quindi, le accuse alla Russia (per quanto possano essere verificate) sono una copertura per la vera motivazione, ovvero il timore degli USA di non essere all’altezza di competere con le potenze militari emergenti e quindi di perdere il loro monopolio sul mondo che, dalla caduta dell’Unione Sovietica, era praticamente nelle loro mani.

Ora che Washington è fuori dal trattato, Trump intende sviluppare nuove armi e venderle agli alleati. Per costringere gli “alleati” europei a comprare le armi non basterà più la solita retorica anti-Russia-Iran-Cina, quindi entrerà in gioco la solita manipolazione mista a minacce classica degli Stati Uniti.

In entrambi i casi, sia Stati Uniti che Russia hanno sviluppato e continuano a sviluppare missili a corto e medio raggio in un modo o nell’altro. Entrambe le nazioni sono in grado di continuare a sviluppare missili e di metterli in servizio. Pertanto, il ritiro irrevocabile del trattato INF potrebbe scatenare una nuova corsa agli armamenti simile a quella degli anni ’80.

Inoltre, con il rilascio delle due parti dal trattato bilaterale, lo START-3 (trattato strategico sulla riduzione delle armi) perde di valore e, di conseguenza, l’intero sistema di “disarmo” inizia a crollare.

Dopo più di trent’anni il rischio dell’annientamento nucleare è tornato ad essere una minaccia per il mondo e in particolare per l’Europa…