L’inefficienza della socialdemocrazia. di Luca degli Angeli

I socialdemocratici vogliono rendere il mondo un posto migliore. È sulla base di questa affermazione che hanno raccolto il sostegno di milioni di lavoratori. La critica nei loro confronti deve quindi poggiare non sul fatto che alcuni di loro siano stati indubbiamente dei ciarlatani e traditori del proletariato, ma deve essere una critica delle loro argomentazioni prese alla lettera. Le idee del socialismo riformista risalgono a molto tempo fa. I Fabiani inglesi della fine del diciannovesimo secolo, e Eduard Bernstein nella Germania dell’inizio del XX secolo iniziarono a mettere insieme una dottrina idelogica di “cambiamento graduale” che è tutto oggi adottata dai socialdemocratici. Uno sguardo al mucchio di programmi e manifesti, personali o collettivi, che riempiono la storia del socialismo riformista rivela una continua ripetizione di alcuni temi di base.

In particolare c’è una forte enfasi sull’aspetto morale del socialismo. Così Leon Blum, leader del Partito socialista francese durante il Fronte popolare degli anni ’30, ci dice:

“L’obiettivo del socialismo è l’istituzione di una società universale basata sulla pari giustizia all’interno delle nazioni, e sulla pari pace tra le persone”

Pochi non sarebbero d’accordo con quanto detto(tranne quelli con un sacco di potere e denaro). La maggior parte di noi vorrebbe vedere una società giusta e più umana. Il problema è come ci arriviamo.

Questo può sembrare un paradosso, ma la politica riformista è essenzialmente utopica. I socialdemocratici si adulano per essere “realistici“. Deridono coloro che promettono una rapida trasformazione del mondo. Eppure condividono con gli utopisti del diciannovesimo secolo una caratteristica essenziale: l’incapacità di identificare l’agenzia che creerà la società socialista.

I grandi utopisti avevano una visione ottimistica di come il mondo potesse migliorare. Il socialista francese Charles Fourier immagino un mondo in cui l’alienazione era stata superata a tal punto che ci saremmo alzati alle 3 del mattino per puro entusiasmo per il nostro lavoro. Fourier aveva un senso di trasformazione sociale che rende i socialdemocratici di oggi pateticamente docili. Ma Fourier non aveva idea di come raggiungere il suo mondo visionario.

Per i marxisti l’agenzia della società socialista è la classe operaia, quei lavoratori, che usano le mani o il cervello, il cui lavoro consente direttamente o indirettamente ai capitalisti di accumulare plusvalore, e che non hanno un controllo significativo sulla propria situazione lavorativa. Queste sono le persone che possono tagliare la luce elettrica, chiudere le scorte di cibo, e prosciugare la fonte di tutti i profitti. Queste sono le persone abbastanza forti da resistere ai corpi armati degli uomini e alle carceri che difendono l’attuale ordine sociale.

Per i socialdemocratici la classe lavoratrice non fornisce altro che una fonte passiva di sostegno, ovvero gli elettori che ogni anno andranno a votare. Ciò che i socialdemocratici non possono accettare è la nozione di auto-attività della classe operaia, l’idea che i lavoratori perseguiranno i propri fini attraverso le proprie organizzazioni, per citare Marx, l’idea che “l’emancipazione delle classi lavoratrici deve essere conquistata dai lavoratori stessi”

La storia ci dice due cose sul capitalismo. Innanzitutto, è un sistema estremamente brutale, il capitalismo dura da molto tempo e di sicuro non morirà di cause naturali. Gli uomini che gestiscono il sistema hanno un forte interesse a mantenere le cose per come sono attualmente. Hanno trovato agenti, da Mussolini a Pinochet, che li difenderanno se minacciati.

In secondo luogo il capitalismo non è pianificato ed è anarchico. I ritmi di boom e recessioni sono cambiati, ma il sistema rimane imprevedibile. La spinta al profitto ha conseguenze irrazionali e contraddittorie, non ci sono garanzie che un piano possa essere seguito fino alla sua conclusione o che saranno disponibili maggiori risorse da condividere. Cercare di costruire una società razionale sulla base del capitalismo è come costruire una casa in una palude.

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