L’unico “pensiero unico” è quello liberista

Il mondo culturale e mediatico costituisce l’arma con la quale addomesticare le nuovi plebi ai dogmi del capitalismo imperante, far credere ad esse che oltre questo mondo non ci sia nulla. Il “pensiero unico”, nella nostra società, non ha come dicono molti, lo scopo di cancellare questa o quella tradizione, o di sovvertire un qualche borghese rapporto sociale, ma quello ben più subdolo di diffondere il feticismo nei confronti del prodotto interno lordo, l’amore per il rigore dei conti, e la volontà di applicare le regole della microeconomia alla macroeconomia.


Questa storia parte da lontano, da quelle scuole di pensiero liberiste ricoperte dai miliardi elargiti dalla finanza e dalle confindustrie per far imporre tale pensiero in ogni agenda politica di qualsivoglia partito ( da destra a sinistra ), dalla scuola di Chicago, dal memorandum Powell, alla nostrana fondazione Sergio Leoni e via dicendo.
La democrazia è oramai morta, sostituita da questo neoclassicismo economico, da questa dittatura padronale e capitalista, sulla quale pesa la mancata attenzione posta da certi settori della “sinistra” antagonista, troppo impegnati nell’esigere un capitalismo colorato per accorgersi del regime totalitario in costruzione.
In Europa da decenni assistiamo una progressiva dissoluzione della sovranità democratica ad opera di commissioni non elette che hanno internazionalizzato il debito degli Stati sovrani ed applicato una moneta di fatto legata ai mercati, il tutto con la complicità dei media, dei partiti e delle principali forze sociali e culturali.


La soluzione non è facile ed il nemico sembra indistruttibile ma tenere duro dev’essere la parola d’ordine se non vogliamo condannare non solo l’Italia, ma il mondo intero ad un oblio infernale dove vince solo la logica suicida del profitto.

Morte al Capitale e all’Unione Europea, strumento padronale d’oppressione dei popoli lavoratori!