Marcia della Liberazione: ci saremo!

Nel solco del progetto iniziato il 12 ottobre scorso che ci vide portare, assieme a molti altri amici e compagni fra i quali i nostri amici di P101, migliaia di persone per le vie di Roma, non possiamo che annunciare il nostro appoggio alla manifestazione del 10 ottobre 2020, la Marcia della Liberazione, una tappa del percorso resa ancora più importante dalla crisi covid-19 e dalla crescente tensione sociale. L’uscita dall’Unione Europea è oramai tematica sentita ed impellente, e lo scontro in questo campo affinché l’Italexit non diventi un processo a trazione reazionaria è obbiettivo di ogni vero socialista rivoluzionario.

10 OTTOBRE 2020: LA MARCIA DELLA LIBERAZIONE

Lavoro Reddito Sovranità Democrazia

Per decenni il popolo lavoratore ha subito duri sacrifici. Governi e classi dirigenti ci avevano assicurato che lasciando fare i mercati avremmo avuto un Paese più giusto e democratico in un’Europa unita e solidale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’Unione europea sta andando in pezzi e l’Italia è sull’orlo del baratro.

E’ colpa delle classi dirigenti se siamo giunti a questo punto. Esse provano ad autoassolversi con l’alibi della pandemia. E’ vero, il virus maledetto, aiutato da una sanità ridotta allo sbando dai tagli imposti dall’Unione Europea con la complicità dei governi italiani, ha falcidiato migliaia di cittadini, anzitutto delle fasce sociali più deboli.

Ma non è il virus che sta spazzando via interi comparti economici, che sta mandando in fallimento le aziende, che sta togliendo il lavoro e gettando nella miseria milioni di italiani. Il disastro è il risultato delle deficienze croniche dell’economia neoliberista e delle misure sproporzionate e sbagliate, messe in atto dal governo per contrastare il Covid,  che oltre a sospendere la democrazia hanno paralizzato il Paese lasciandolo allo sbaraglio e senza risorse, condannandolo alla deriva economica.

C’è bisogno, per evitare il baratro, di una netta inversione di rotta. Vanno cacciate dal governo le classi dirigenti, l’Italia deve uscire dalla gabbia dell’Unione europea, abbandonando una volta per tutte la strada del neoliberismo per imboccare quella della democrazia sociale e della sovranità popolare.

Non si procederà al buio, la nostra stella polare è la Costituzione del 1948.

Il nemico appare forte solo perché il popolo è in ginocchio. Se solo si alzasse in piedi sarebbe un gigante imbattibile. Dobbiamo aiutarlo a prendere coscienza della sua forza, a liberarlo dalla paura. Chi sta più avanti deve trascinare chi è rimasto indietro, chi ha cognizione di causa deve conquistare la fiducia del popolo, deve spiegare che solo con la lotta potremo evitare il peggio e che l’Italia può farcela. Coloro che in questi anni hanno tenuto accesi i focolai della resistenza devono unirsi e prepararsi alla grande sfida alle porte. Devono dare l’esempio costituendo l’embrione di un potente fronte popolare.

E’ in questa direzione che facciamo loro una proposta: promuovere per il prossimo 10 ottobre una grande MARCIA DELLA LIBERAZIONE che converga da diversi punti del Paese sulla capitale.

Una marcia per il lavoro, il reddito, la sovranità e la democrazia.

  • Vogliamo una moneta sovrana in uno Stato sovrano.
  • Vogliamo un piano di investimenti e per il lavoro che debelli la disoccupazione.
  • Vogliamo l’aumento dei salari ed un reddito minimo di 1.000 € per disoccupati, cassintegrati e partite iva.
  • Vogliamo difendere le piccole aziende, con un 2020 tax free in vista di una radicale e più equa riforma fiscale.
  • Vogliamo uscire dalla trappola del debito, sia nazionalizzandolo che con una moratoria nei confronti della finanza speculativa.
  • Vogliamo il controllo pubblico del sistema bancario e la nazionalizzazione delle grandi aziende strategiche.
  • Vogliamo una sanità pubblica che tuteli la salute di tutti i cittadini, che garantisca la libertà di scelta terapeutica, unita ad una politica ambientale non di facciata, tesa alla sovranità ed alla sicurezza alimentare, che decreti intanto lo stop al 5G.  
  • Vogliamo che il diritto allo studio sia garantito anche ai giovani delle classi popolari, vogliamo forti ed immediati investimenti sull’edilizia scolastica e per l’assunzione del personale, vogliamo la riapertura a settembre delle scuole e delle università.

In una parola, vogliamo la fine del neoliberismo. Vogliamo più Stato e meno mercato, applicando finalmente la Costituzione del 1948! Affinché questo possa compiersi occorre una profonda svolta politica: via dunque il governo Conte, che si convochino nuove elezioni subito!

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