Meloni e Salvini, ingannatori del popolo

Ieri, 9 settembre, si è svolta a Roma la prima delle numerose manifestazioni che si sono già confermate da qui ad ottobre. Organizzata dalle forze di destra di Fratelli d’Italia e della Lega, la contestazione è stata tutta rivolta verso il nuovo esecutivo, della cui creazione la colpa ricade anche sul “Capitano”, che dal palco non risparmia accuse di “stalinismo” e altra diarrea verbale. Assolutamente assente il tema dell’uscita dall’Unione Europea, dall’euro e dalla Nato: nonostante i buoni propositi di molti manifestanti, quella piazza si configura come l’ennesimo atto nell’infinita lite fra liberal-conservatori e liberal-progressisti su chi debba servire Bruxelles. Come due schiavi che si litigano gli ordini del padrone, le forze di centro-destra e di centro-sinistra sono state ancora una volta capaci di ingannare le masse popolari, facendo credere a queste ciò che non solo non è vero, ma che è stato ampiamente smentito dai partiti stessi. Ieri a Roma si parlava di “furto di sovranità”, quando nessuna delle forze politiche organizzatrici spinge per la riconquista della stessa, anzi abbiamo un Salvini che parla di “sogno europeo”, e una Meloni che vorrebbe “Roma capitale dell’Unione”. Queste due figure, ricordiamo, si sono sempre contraddistinte per europeismo e liberismo, ricordiamo l’appoggio della Meloni al governo Monti, al FIscal Compact e alla Legge Fornero, ricordiamo l’uscita di Salvini sulle aziende che creano lavoro, in perfetta adesione ai mantra capitalistici propugnati dall’Europa Unita.

Sul popolo non si sputa mai e poi mai, ma è invece dovere individuare chi lo inganna e combatterlo senza pietà. Salvini e Meloni sono due ingannatori di professione, privi di qualsiasi scrupolo e disposti a qualsiasi bieco atto per eseguire al meglio gli ordini dei propri padroni. Questa loro natura impitonitrice si è palesata per l’ennesima volta nella giornata di ieri, dove una piazza confusa animata da onesti sentimenti anti-europeisti è stata affiancata da alcuni ipocriti fascisti e ammaliata da oratori che tutto vogliono meno che un cambio di paradigma a livello politico, economico e sociale.

La rabbia popolare nei confronti del nuovo governo è assolutamente giustificata, quello che deve spingere ad una riflessione è la permanenza di figure meschine e cangianti nelle grazie di un popolo ormai abituato per il lungo servaggio a confondere la carità padronale con la solidarietà del fratello. Se non altro il campo di battaglia è ancora più definito, con uno schieramento liberista diviso in correnti conservatrici, spalleggiate da un’estrema destra ormai allo sbando, ed uno progressista ancorato alla fitta rete di interessi locali e di camorre costituiti nel tempo,

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