Muammar Gaddafi e la Gran Jamahiriya Libica: un esempio di socialismo e di democrazia popolare, di Chris Malik Gandolfo

Domenica 7 giugno è stato l’anniversario della nascita del leader fraterno e guida della rivoluzione Muammar Al-Gaddafi. (7 Giugno 1942-20 ottobre 2011).


BREVE BIOGRAFIA INTRODUTTIVA
Il 7 Giugno 1942, nasce ad Qasr Abu Hadi, un piccolo villaggio a 20 km da Sirte (Libia), Mu’ammar Muhammad Abu Minyar ‘Abd al-Salam al-Qadhdhafi, rivoluzionario e leader fraterno del popolo della Libia a cui con il Socialismo Verde della Gran Jamahiriya diede benessere e prosperità per oltre 40 anni, non solo ai libici, ma a tutti i fratelli arabi ed africani a cui ha dato molto e sacrificato la sua vita per la causa di un Africa ed un Medio Oriente liberi ed indipendenti dal gioco imperialistico neocoloniale occidentale. Salì al potere il 1 Settembre 1969,a soli 27 anni attraverso un cosiddetto colpo di stato volto nel destituire il vecchio regime monarchico ed arretrato di Re Idris, il quale fu costretto ad abdicare e fuggire. Come prima azione incominciò una nazionalizzazione di tutti i settori strategici dell’economia, facendo chiudere le 2 basi militari americane ed inglesi. Nel 1973, nel pieno della popolarità scrisse e pubblicò il “Libro Verde“, dove elaborò una terza via a socialista in contrapposizione al capitalismo e pensata come superamento del comunismo marxista . Nel 1977 rassegnò le sue dimissioni da ogni carica pubblica, fondando la Gran Jamahiriya araba libica popolare socialista che durò fino al 2011, anno della sua morte violenta avvenuto per mano della ribellione terroristica della NATO e la banda di tagliagole foraggiati da Stati Uniti,Francia ed Inghilterra.

Un tratto del Grande Fiume Artificiale

OPERE SOCIALI DELLA GRAN JAMAHIRIYA LIBICA
Stabilì l’istruzione e l’università gratuita e la sanità quasi a livelli occidentali. La Libia aveva la più alta aspettativa di vita dell’Africa fino a 72 anni. Quando una coppia si sposava il governo dava 50 mila dollari per far sì che potessero comprare una casa, che era considerato un diritto umano, così come la sanità gratuita. Se si voleva avviare un’azienda agricola lo Stato dava terreni, acqua, mezzi e sementi. Il cibo e il petrolio erano a prezzi simbolici. Se si voleva comprare una macchina il governo la finanziava per metà. Per ogni bambino che nasceva si davano 5000 dollari alla famiglia. Il tasso di alfabetizzazione passò dal 25% all’87%. Costruì la più grande opera d’irrigazione al mondo, il Grande Fiume Artificiale, il GMR.

FATTI TRA IL 15-17 APRILE 1986

Un missile Scud-2 libico, stesso modello di quelli lanciati contro Lampedusa

Per quanto riguarda la vicenda del cosiddetto “attacco missilistico libico a Lampedusa” dell’Aprile 1986, non si trattava affatto di un attacco mirato contro l’Italia da parte di Gaddafi. L’obbiettivo, poi maldestramente mancato, era un’installazione militare del sistema di radionavigazione LORAN della NATO, situato nell’isola, in risposta al bombardamento imperialista e terrorista degli Stati Uniti contro la Libia (operazione El Dorado Canyon). Secondo anche fonti libiche e dell’allora ministro degli esteri Giulio Andreotti, non si volevano causare dei danni sul territorio italiano ma unicamente dare un avvertimento contro le postazioni militari NATO, difatti gli ordigni di debole portata caddero subito in mare. Nel 2005, il generale di squadra aerea Basilio Cottone, all’epoca dei fatti capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare disse oltre lo scetticismo provato sul lancio dei missili da parte della Libia, come queste azioni siano state gestite da
molte organizzazioni extranazionali interessate al fatto che il governo italiano adottasse una politica di più forte chiusura nei confronti della Libia.

Qui sotto potrete trovare una nostra edizione commentata del Libro Verde di Gheddafi