Mussolini il codardo. di Nikolay

Il Duce, per i neofascistelli un grandissimo esempio di coraggio, ha fornito moltissimi argomenti per definirlo codardo, uno dei più grandi (e anche ridicolo) è certamente la “lista del molibdeno”. Facciamo un passo indietro. Nell’estate del ‘39 la situazione internazionale era al collasso e la guerra si prospettava imminente, i vari stati europei erano legati da alleanze o patti di non aggressione, l’Italia in particolare era obbligata dal patto d’acciaio a scendere in campo al fianco della Germania. Mussolini e l’intero apparato militare erano coscienziosi del fatto che l’Italia risultava essere totalmente impreparata per affrontare un nuovo conflitto e cosi si cercò di trovare un sotterfugio per non entrare o tardarne il più possibile l’entrata. Questo venne fornito dal colloquio avvenuto tra Galeazzo Ciano con Hitler, che confermò l’urgenza “dell’azione tedesca”. Il Führer  venne messo a corrente della disastrosa situazione italiana ed il 25 agosto chiese al Duce di quali mezzi necessitasse per prendere parte al nuovo conflitto. La mattina del 26 agosto Mussolini si riunì coi suoi generali per redigere una lista delle necessità dell’Italia. Il risultato fu una lista redatta quasi esclusivamente allo scopo di scoraggiare l’alleato tedesco dall’accettare le richieste ed avere così una scusa per non partecipare alla guerra. La lista era praticamente impossibile da realizzare: la quantità di materia prima richiesta era gigantesca, ed impossibile in termini logistici ed organizzativi da trasportare: venne infatti calcolato che sarebbero occorsi 17.000 treni per trasferire la totalità del materiale. La lista oltre la gran quantità di materie prime richiedeva anche 600 pezzi di artiglieria contraerea. Ecco una parte dei materiali richiesti:

  • carbone 6.000.000 t
  • acciaio 2.000.000 t
  • legno 1.500.000 t
  • petrolio 7.000.000 t
  • rame 150.000 t 
  • gomma 22.000 t 
  • piombo 10.000 t
  • titanio 400 t
  • nitrato di sodio 220.000 t

Insomma, il senso è chiaro, una lista esagerata redatta per fornire una scusa. La lista venne subito inviata all’ambasciatore italiano a Berlino che la comunicò a Ribbentrop.  Dopo aver letto la lista il ministro Ribbentrop chiese all’ambasciatore Attolico in quanto tempo l’Italia si aspettava di ricevere la totalità dei materiali, e l’ambasciatore in assenza di istruzioni ed in difficoltà rispose “subito”. Hitler letto la lista si scusò col Duce affermando che per “ragioni puramente tecniche” era impossibile fornire le quantità richieste. Coi suoi generali invece il cancelliere tedesco ebbe una crisi di rabbia accusando gli italiani di comportarsi come nella prima guerra mondiale. Al momento dello scoppio della guerra l’iniziale neutralità dell’Italia fece nascere nei tedeschi un sentimento di crescente ostilità nei confronti degli italiani, considerati inaffidabili e traditori.