Ne nasce uno ogni cento anni, di Leonardo Sinigaglia


Ogni epoca ha i suoi eroi e i suoi punti di riferimento, ma in mezzo alla “folla” di queste persone stimabili e stimate, risaltano sempre pochi individui, vuoi per il loro maggior carisma, per la natura epica delle loro imprese o per il fascino che sanno trasmettere. Certo, tutto ciò potrebbe essere preso come un’ingiustizia: a Cuba c’era anche Cienfuegos, e Garibaldi era accompagnato da Aguyar. Le peripezie dei “grandi” sono state affrontate quasi sempre in compagnia di altri che si sono sacrificati tanto quanto loro, se non più. Quindi perché alcuni sono conosciuti e ricordati da tutti e altri, anche se grandi eroi, sono praticamente dimenticati? La risposta può essere questa: perché non è l’uomo in sé che si ricorda, ma il simbolo, ciò che egli ha rappresentato. L’eroe è tale perché ha il potere di spingere gli altri all’emulazione, è un’immagine, un mito al quale ispirarsi, non già un uomo in carne ed ossa. Il corpo è secondario, transitorio, sembrerebbe quasi accessorio se non fosse in realtà essenziale alla costruzione del simbolo. A suo modo, l’eroe è un totem eretto da altri, lo spirito guida di un particolare gruppo. Questo è immensamente positivo, perché permette di risolvere le contraddizioni di ogni uomo creando paradigmi possiamo dire quasi perfetti, ma ai quali si può puntare realisticamente. Viene tracciata una via, indicato un esempio, un modello riconosciuto come giusto, e questo spinge altri all’azione. E infatti ogni eroe è ispirato dalle generazioni precedenti, Guevara guardava a Bolivar, Martì, alle rivoluzioni socialiste avvenute e allo stesso Garibaldi, il quale ai suoi tempi guardò agli eroi della Grande Rivoluzione e a Mazzini. Per creare nuovi eroi, nuovi simboli, sono necessari quelli passati. Ma non basta: serve chi sia disposto a raccogliere la loro eredità, serve la scelta di sacrificare tutto in nome di un testimone che sarà raccolto da persone che forse mai incontreremo. Di eroi ne nascono tutti i giorni, di Simboli uno per secolo, ad essere generosi. E ora, nel nostro secolo, sentiamo la grande mancanza di Guevara, di un Garibaldi, di un qualcuno capace di dare speranza solo con la sua stessa esistenza. Ma anche noi avremmo i nostri eroi e i nostri Simboli, perché la lotta va avanti, ed i nostri principi sono eterni.

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