Negazionismo Europeista. Di Michele Grazioli

A Dalmine, in provincia di Bergamo, da martedì 29 settembre, dopo la pressoché certa approvazione della mozione proposta dal gruppo consiliare della Lega,  si potranno chiedere in concessione suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune solo dopo aver firmato una dichiarazione di “rispetto della Costituzione Italiana e di condanna di tutti i regimi e di tutte le ideologie ispirate al nazismo, al fascismo e al comunismo nonché ai radicalismi religiosi”. La mozione è stata proposta sull’onda lunga della vergognosa risoluzione dell’UE, sostenuta anche dal PD che così ha avuto la possibilità di dimostrare definitivamente la sua subalternità al capitalismo occidentale ed all’UE. Oggi ci chiedono di rispettare la costituzione tradendola, ci chiedono di equiparare la lotta per la libertà e l’eguaglianza portata avanti dai comunisti alla reazione repressiva scatenata dai fascisti, ci chiedono di trovare delle somiglianze fra il l’autorità dispotica e classista instaurata dal fascismo sui dogmi del nazionalismo borghese e l’emancipazione del popolo conquistata grazie alla Rivoluzione sovietica. Oggi, le uniche somiglianze che riesco a scorgere sono quelle fra gli interessi di classe sostenuti dall’UE a trazione tedesca e gli stessi interessi del grande capitalismo che, sempre la Germania nazista, provò a proteggere negli anni trenta con l’instaurazione del nazismo. Diciamo no all’equiparazione dei liberatori con gli oppressori. Diciamo no all’equiparazione fra il comunismo ed il fascismo.

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