Non esiste la “verità” imparziale ed assoluta, di Mahdi Fneich

Durante la storia, ma negli ultimi anni in particolar modo, si è spesso sentito parlare di pragmatismo e “tecnocrazia”, una visione politica secondo cui il potere dev’essere detenuto non più dal popolo, considerato ignorante e incapace di prendere decisioni importanti e particolari, ma da una schiera di tecnici e scienziati competenti. Quest’ideologia – perché si tratta di un’ideologia, nonostante i loro sostenitori si dicano “contro le ideologie” – infatti si basa su un dogma tanto stupido quanto antico, secondo cui l’autorità (oggi spesso rappresentata appunto da tecnici e scienziati) abbia la verità in tasca e sappia come agire in ogni circostanza.


Un tempo l’autorità da questo punto di vista ero lo Stato Pontificio, oggi ancora esistente sotto il nome di Città del Vaticano, difatti ognuno era convinto che la verità fosse contenuta nella Bibbia e che il Papa agisse in modo corretto. Quando studiamo sui libri di storia le persecuzioni fatte contro i protestanti e contro scienziati come Galileo Galilei ci sembra lontana ed aliena una società in cui la Chiesa era la massima autorità, dispensatrice d’ogni verità. Nonostante spesso i tecnocrati si dicano progressisti, se giriamo indietro la ruota della storia ci troviamo davanti qualcosa di profondamente reazionario, proprio come oggi s’invoca la nascita di un governo tecnico e si crede nel pragmatismo, ieri s’invocava il Papa e Dio come unica fonte di verità. Il pragmatismo e, più in generale, la convizione che la verità sia ciò che dicono i competenti e le autorità, sta sotterrando lo spirito rivoluzionario trasformandoci in servi, proprio perché si basa sull’assolutismo e si traduce nel culto quasi divino delle autorità.


Vediamo ora perché questo sistema è fallacie.

Partiamo con dire che nessuna fonte d’informazione è esente da influenza ideologica, – è ciò purtroppo viene negato da un’enorme fetta dell’opinione pubblica – giacché anche usare semplici termini come “dittatura” vuol dire prendere una posizione ed essere parziali, dato che “dittatura” non è un dato di fatto, ma il risultato di una tua considerazione personale. Usare questi termini in enciclopedie o in dei libri di storia plasmerà una particolare visione del mondo nella mente di chi legge, e ciò è innegabile.
Nessuno, per quanto competente possa essere, avrà mai tutta la verità in tasca, per esempio la comunità scientifica su molte cose non è concorde su come agire. Quando venne annunciata la Brexit, ormai 4 anni fa, nonostante tutti gli europeisti gridassero “state a sentire cosa dicono gli economisti competenti” ignoravano totalmente che neanche gli economisti fossero d’accordo, erano anche loro divisi in pro-leave e pro-Europa. Lo stiamo vedendo anche in questo periodo di emergenza sanitaria: tra virologi che dicono che moriremo tutti e virologi che dicono che si tratta di “una normale influenza”, d’altronde di fronte a qualcosa di nuovo e sconosciuto come si può pensare che un dottore o un virologo, per il semplice fatto che siano un dottore o un virologo, sappiano cosa sia accadendo realmente?


Non esiste la via di mezzo, né tantomeno “l’assenza d’ideologia”, chi dice di essere “contro la destra e contro la sinistra” o peggio, “ pragmatico”, è schierato. Il primo è schierato con tutti gli altri che sono contro la destra e la sinistra e il secondo con gli altri pragmatici. Lo stesso discorso si estende a coloro che negano la politica, dicendo che non vogliono simboli o frasi con cui non sono d’accordo. Già per il fatto che non sono d’accordo con qualcosa o con qualcuno li rende schierati e, di conseguenza, parziali.
Concludiamo chiedendoci: perché si sente il bisogno della tecnocrazia? Semplicemente per garantire gli interessi di una stretta minoranza, che mentre indottrinerà il popolo di dogmi, ormai reso totalmente incapace di informarsi da altre fonti oltre a quelle ufficiali, non avrà problemi a mantenere il potere.


Chiediamoci cos’è la verità, mettere in dubbio le fonti ufficiali non solo è un atto rivoluzionario ma anche esattamente ciò che non vuole la minoranza, che avrà sempre il terrore di un’insurrezione popolare.
La soluzione a tutto questo è rendere tutti capaci di informarsi garantendo un’istruzione obbligatoria, non dev’essere tollerato l’analfabetismo. La soluzione è sana Rivoluzione, ascoltare il popolo e la maggioranza e non più un simposio di competenti.

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