Partito Unico Liberale: si alla Tav, si all’Euro

La votazione ieri conclusasi sulla TAV dimostra ancora una volta quanto le differenze qualitative tra i vari partiti siano oramai assolutamente inesistenti. Il Partito Democratio da subito ha basato l’opposizione al cosiddetto “Governo del Cambiamento” sul campo dei diritti civili e della retorica, caricando a testa bassa i suoi avversari armato, solamente, delle solite controproducenti accuse di razzismo, omofobia e fascismo. L’inutilità di questa linea d’azione è manifesta da anni, solamente un analfabeta politico può pensare che l’abbandono totale della questione sociale per adottare un preteso “antirazzismo” di matrice iper-borghese possa giovare elettoralmente parlando, e proprio per questo l’intera faccenda ha sempre avuto i contorni di un qualcosa a metà fra la farsa conclamata e il gioco delle parti. Complottismo? Alcuni potrebbero dire così, ma il voto congiunto sulla spinosa questione dell’alta velocità lascia ben pochi dubbi. La TAV non è un opera necessaria o utile al popolo, la TAV che, per inciso, non sarà mai completata, sarà l’ennesimo regalo all’alta borghesia esportatrice, classe sociale della quale gli interessi sono tutelati e mascherati come istanze di varia natura dai partiti liberisti PD e Lega. E il Movimento? La sua presa di posizione non va vista come espressione di volontà contestatrice, ma come patetico tentativo di salvare il salvabile dopo l’ignobile appoggio alla Von der Leyen, appoggio che, ricordiamo, era probabilmente stato assicurato anche da parte della Lega, la quale ha preferito far andare al suicidio il preteso alleato di governo.

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