Perugia: M-48 al presidio per la sanità pubblica

M48 era presente ieri 5 settembre al presidio organizzato dal Partito Comunista contro lo smantellamento della sanità pubblica, sotto il palazzo della regione di Perugia.

La sanità pubblica della regione Umbria è stata negli ultimi anni protagonista di vicende vergognose targate PD che vanno dalle mazzette ai concorsi truccati, il tutto inserito nel lento e progressivo smantellamento della sanità pubblica locale.

La nuova amministrazione non ha mostrato un cambio di rotta, anzi, assumendo in assessorato alla sanità Andrea Casciari, imputato per concorsopoli ed esponente della sanità marchiata PD e incentivando lo sviluppo della sanità privata, ha riconfermato la linea dell’amministrazione precedente.

L’emergenza covid ha enormemente peggiorato ed esasperato le già non buone condizioni della sanità umbra. I principali problemi evidenziati dal PC al presidio riguardano: il rischio di chiusura del reparto di pediatria di Perugia per carenza di personale; la carenza di personale e di strutture per il numero di pazienti presenti all’ospedale di Terni e la sostituzione dell’ospedale di Narni-Amelia con un auto-medica e due ambulanze, sostituzione che avrà ripercussioni anche sull’ospedale di Terni già in difficoltà; il blocco delle attività ambulatoriali degli ospedali di Orvieto, Foligno e Spoleto con blocco liste di attesa iniziata a causa del covid e che perdura tutt’ora ed inviti ad andare dai privati.

Il fallimento (volontario) della giunta leghista, ci dimostra come tanto il centro-destra quanto il centro-sinistra siano in realtà un unico grande partito liberista che persegue identici obiettivi di politica economica, primo fra tutti le privatizzazioni.
Esistono però dei servizi, essenziali e innegabili ad ogni essere umano, che ancor più di altri non possono essere posti in mano ai privati e lasciati dominare dalle logiche di mercato e del profitto.
La sanità, avendo come scopo la cura della persona umana, non dovrebbe neanche essere sfiorata dagli interessi privati ed economici, dovrebbe essere un campo libero da ogni tipo di corruzione, tanto dovuta al potere quanto al denaro. Garantire il servizio sanitario significa garantire il diritto alla vita. Un paese che nega nei fatti le cure ai meno abbienti e ne subordina l’accesso alle disponibilità economiche (cosa che avviene se ad esempio le liste di attesa durano mesi e andare da un privato diviene un obbligo) viene meno alla garanzia di questo diritto. E’ inoltre a dir poco squallido, trasformare un essere umano, ancor più se malato, da paziente a cliente ed è sintomo di una civiltà, quella capitalista e neoliberista, che è sempre più in decadenza e priva di ogni valore.

M48 ha partecipato al presidio perché condivide la necessità di fermare lo smantellamento della sanità pubblica e invertire radicalmente la rotta per fare in modo che essa divenga gratuita e funzionante che garantisca ad ognuno i servizi di cui necessita e operi con la consapevolezza che un paziente non è un cliente ma un essere umano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.