Riflessione sulla presunta morte di Kim Jong-Un: le fake news e l’accanimento dei media contro la Corea del Nord, di Alfio Ladisa

“Kim Jong-Un è morto” strillavano in coro i media di regime fino a ieri, basandosi unicamente su voci di corridoio partite dalla Corea del Sud e ignorando totalmente le fonti ufficiali nordcoreane.
Fin ad oggi, quando finalmente l’ANSA ha confutato ogni sospetto riportando la realtà dei fatti: Kim è vivo e sta bene, e chissà perché io non ne ho mai dubitato.
Questa vicenda dovrebbe farci riflettere: quanto c’è di vero in ciò che i media occidentali riportano sulla Corea del Nord? Non voglio assolutamente fare un elogio di questa nazione, a differenza di coloro che adorano Kim come un messia, ma invitare il lettore al pensiero critico.
Su questo paese aleggia un clima di mistero, quasi nessuno sa realmente come stanno le cose, arrivano notizie verosimili ma non vere: l’unica cosa certa sulla quale tutti sono d’accordo è che Kim Jong-Un è il “capo supremo” che controlla tutti e che i disertori vengono “lanciati con i cannoni” o “sbranati dai cani”.
Analizziamo poi il contesto geopolitico: uno dei più agguerriti nemici degli USA che sa come difendersi nell’eventualità di un attacco imperialista, essendo una forte potenza nucleare. La stragrande maggioranza dei paesi occidentali ha imposto un embargo che vieta l’ingresso nel paese di merci e persone (che comunque possono entrare con delle visite guidate), isolandolo e costringendolo ad autosostenersi.
C’è ragione di credere che il clima di mistero sia voluto: gli USA sono la prima potenza mondiale, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello militare, un vero e proprio impero che ha basi sparse su tutto il globo e minaccia costantemente l’autodeterminazione e la sovranità dei popoli: probabilmente tutti conoscono il mantra degli americani che instaurano “democrazie”.
Non solo la Corea del Nord, ma tutti gli altri paesi che hanno tentato di resistere all’occupazione americana sono state le vittime del bombardamento mediatico occidentale volto a creare una visione etnocentrica ed estremamente dogmatica del mondo: ciò che porta le persone a credere che il modello socio-economico americano ed europeo sia l’unico possibile, e che quindi debba essere imposto con la forza in ogni paese del mondo.
Le notizie che riportano i media occidentali sulla Corea del Nord non solo sono false, molto spesso anche gli stessi giornali che le riportano scrivono che non sono confermate, ma anche parte di una propaganda ben studiata: spesso oggi gli articoli non si leggono, ci si sofferma sul titolo e al massimo sul sottotitolo e le persone vengono portate a reagire emotivamente bloccando ogni riflessione ed ogni ragionamento. È facilissimo sbattere in faccia un titolone come “(inserire parente) di Kim Jong Un sparato col cannone” senza avere nulla di confermato e sapendo che nessuno andrà ad informarsi meglio: i media di regime vengono considerati ormai come un’autorità, e quest’immagine se la sono creata con le “lotte alle fake news”, che non fanno altro che legittimarli a riportare le medesime fake news.