Rispetto e Libertà per gli orsi del trentino: il triste caso di M49, di Alessia Corona


Con l’espressione “diritti degli animali” si intende l’estensione alle specie non umane di alcuni diritti fondamentali per l’uomo.
Tra questi, non soffrire inutilmente e vivere in libertà.
Sottolineando che tali diritti non vengono rispettati quasi mai (basti pensare a luoghi come zoo, circhi, acquari e delfinari), poniamo ora l’attenzione su quanto sta accadendo in Trentino.
Il Presidente della regione di Trento, Maurizio Fugatti, ha messo in azione una sorta di campagna contro gli orsi, la quale prevede l’immediata cattura di qualsiasi orso che venga avvistato in zone urbane, anche in caso di mancate aggressioni da parte di tali animali. Questi provvedimenti possono essere interpretati come una grave mancanza di capacità amministrativa nel trovare soluzioni per una convivenza non pericolosa tra umani e fauna selvatica.
È ormai famoso l’orso Papillon (così denominato come simbolo di libertà e fuga dal “carcere” nel quale viene costretto), conosciuto meglio come M49.
La sua prima evasione dal centro faunistico di Castellar (provincia di Trento) risale al 15 luglio 2019 e, dopo essere stato catturato una seconda volta, riesce a liberarsi nuovamente nel luglio 2020.
Ieri, 7 settembre, M49 ritorna nelle grinfie di chi da troppo tempo gli dava la caccia, costringendolo nuovamente ad un’inutile e meschina prigionia.
M49 dovrebbe avere pieno diritto di libertà e di vivere nel suo habitat naturale, non in gabbie o centri che negano la dignità e l’esistenza di essere viventi che non hanno voce per difendersi.
Tanto più, occorre evidenziare che è alle porte il periodo del letargo e, sicuramente, è disumano non pensare che trappole e recinti non sono posti adatti per il corso naturale di questo processo.
È ormai purtroppo noto che la crudeltà umana non conosce limiti e facciamo appello al Ministro degli Ambienti Sergio Costa, nonché al Presidente Maurizio Fugatti, per fare in modo che Papillon possa essere rilasciato e monitorato secondo il Piano di Azione per la Gestione degli Orsi (PACOBACE), così come dovrebbe essere per tutti gli altri orsi sotto il mirino della regione Trentino.
Chiunque appoggi le cause per i diritti umani e le loro libertà deve fare altrettanto per battersi nella causa animalista perché tutti, umani e non, hanno diritto in modo equo alla vità e alla libertà.

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