Robespierre, padre e martire della sinistra. di Samuele Amaddio

Molti membri nell’ala sinistra del movimento popolare acclamarono l’esecuzione di Robespierre, tra questi vi erano Varlet l’ex enrage, e Babeuf. Pensarono che ora era possibile ritornare a una maggior democrazia diretta e alle promesse della costituzione del 1793. Quando Robespierre e i suoi sostenitori furono ghigliottinati molti testimoni segnalarono come la folla urlò: “Abbasso il Maximum!” pensando che la fine dei controlli del governo rivoluzionario sarebbe stata vantaggiosa. Anche gli schifosi terroristi, che furono responsabili della organizzazione del Termidoro, pensarono che la morte di Robespierre sarebbe stata vantaggiosa per i loro loschi fini. I termidori rappresentavano la rivendicazione della borghesia, la Marais e gli ex Dantonisti e Girondini. Dimostrarono subito la loro dominazione smantellando il governo rivoluzionario. Si mossero lentamente e cautamente. Cercarono di vincere il favore del popolo con gesti come quello di piazzare il corpo di Marat nel Pantheon.  Ma il vero lavoro dei Termidori procedeva sistematicamente. Il potere dei due comitati fu severamente ridotto. L’offensiva contro i giacobini culminò con la chiusura del club giacobino. Questo atto fu accompagnato dal rimpatrio dei deputati girondini sopravvissuti. I san culotes furono esclusi assieme ai comitati rivoluzionari. La legge Maximum fu abolita, dando libero terreno alla mercanti borghesi e speculatori. Alla fine anche il corpo di Marat, martire della rivoluzione, fu rimosso dal Panteon. La destra reazionaria si sentiva fiduciosa, soprattutto con il rilascio di ex “sospetti”. I jeunes doree, bande di delinquenti figli di borghesi, incominciarono ad assaltare e menare i giacobini. Lo smantellamento dell’economia controllata causa enorme sofferenze alle masse nell’inverno del 1795. Questo assieme alla chiara natura reazionaria del governo risultò in molto san culotes a rimpiangere la caduta di Robespierre. Un falegname che fu arrestato spiegò perfettamente la situazione “Mentre sangue circolava nel regime di Robespierre nessun uomo moriva di fame”