Start Up a War: Psicologia di un conflitto

Una guerra dimenticata che da anni dilania un paese, migliaia di morti, in grandissima parte civili, continue violazioni di accordi e dei diritti umani, popolazioni costrette a convivere col potere, oramai istituzionalizzato, di bande di neonazisti: questo è lo scenario ripreso e commentato da Sara Reginella, psicologa e regista, nel 2016, ma che da tale data non ha subito notevoli modificazioni. Le storie di tutti i giorni si intersecano con i motivi ideali di chi ha scelto di combattere una guerra non contro l’Ucraina,ma, come molti tendono a precisare, contro il regime uscito da “Euromaidan” ed i suoi sponsor imperialisti.

Prodotti di questo tipo sono importantissimi vista la infima e mono-direzionale copertura mediatica, quasi come se le uccisioni commissionate con i soldi della Nato e dell’Unione Europea non fossero realmente tali, come se la sistematica repressione politica, spesso degenerata in violenza omicida, come nel caso del Rogo di Odessa, fosse un piccolo prezzo da pagare per una “normalizzazione” del paese in senso liberale e liberista, necessaria per l’ingresso nell’alveo delle autoproclamatesi “democrazie occidentali”. Nonostante il singolo cittadino italiano possa fare poco per aiutare concretamente le popolazioni aggredite delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lungansk, già la visione e la diffusione di questo ribelle e sabotato documentario costituiscono un importante attacco ai tentativi d’oscuramento attuati dal regime. Per questo Giovine Italia invita tutti i suoi amici e simpatizzanti a partecipare alle proiezioni di “Start up a War: psicologia di un conflitto”, come già fatto più volte dall’associazione.