Sul taglio dei parlamentari


In questi giorni si parla di taglio dei parlamentari, risparmio per gli italiani. Parliamone, facciamo chiarezza.
La questione va analizzata su 3 punti : anzitutto, 5S e Lega si dimostrano uguali a Renzi, il quale tentò di portare avanti il referendum costituzionale al fine di cambiare radicalmente il sistema bicamerale italiano.
Secondariamente, il taglio dei senatori rappresenta un gesto voltagabbana verso la costituzione del 1948. Il cosiddetto risparmio per gli italiani non è che un pretesto per snaturare, ancora una volta, l’ordinamento dello stato non rendendolo più snello(come dicono alcuni erroneamente) bensì per esautorare gli italiani del loro potere decisionale. È evidente (lo teorizzó la P2) che diminuendo il numero di parlamentari, sarà più difficile per gli italiani avere una voce sulle questioni vitale del paese.
Terzo punto, è necessario sconfessare chi crede (in modo vizioso o meno) che diminuendo i parlamentari venga meno il cosiddetto “ping pong” fra le camere. Assolutamente no ; servirebbe, piuttosto, un sistema alla tedesca. Un “senatino” che rappresenti i Länder (in questo caso le regioni) che NON voti la fiducia ed un’altra camera che si occupi delle questioni nazionali.
Si creerebbe un sistema bicamerale che verrebbe incontro alle priorità locali da una parte e, dall’altra, le priorità nazionali.

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