Gattopardismo all’umbra

Risultato prevedibile in Umbria, con la destra che ottiene percentuali bulgare sbaragliando sia un Partito Democratico diviso e masochista che un Movimento 5 Stelle soggetto a massicce diserzioni per l’accordo di governo. La coalizione di destra, identica contenutisticamente rispetto a quella della “sinistra” liberale, ha vinto principalmente per la dissimulazione: forza negativa nei confronti dell’assetto politico, vicina ai cittadini, contro i “poteri forti” e per la sovranità. Ovviamente si tratta di una maschera funzionale al consolidamento del proprio potere in un’ottica di restaurazione bipolare della politica italiana. Come per le elezioni del 4 marzo, possiamo individuare una grande fascia di cittadini in buona fede che ancora cerca, senza trovarlo, un reale cambiamento, che non può essere limitato a una vaga “sicurezza” o alla polemica sul ripieno dei tortellini. La creazione di un fronte popolare di lotta, slegato dal clientelismo elettorale e dai vari interessi, è l’unica strada per il cambiamento, che deve essere la drastica redenzione dei rapporti di forza economici e politici. Chiudiamo con una previsione: gli umbri presto si troveranno con la sanità in mano agli Angelucci, sponsor della destra liberale.

Rifiutare le elezioni per rifiutare il Regime.

Oggi, 26 maggio, è il giorno deciso per mettere in atto quella dannosa pantomima delle “elezioni europee”. Questa pratica, bieco strumento propagandistico privo di un vero valore politico e decisionale, è da rifiutare in toto, in quanto si riconosce direttamente non solo la legittimità, ma anche la democraticità del sistema liberista europeo.

Contro il regime non esiste “voto utile”

Le chiacchiere di chi pretende di volersi sedere sugli scranni del parlamento europeo per “cambiare tutto” sono penose ed ipocrite. Basta una semplice ricerca, persino sul sito stesso dell’Unione Europea, per apprendere quanto ridicoli siano i poteri del parlamento rispetto a quelli della Commissione Europea, e quanto le azioni di questa siano “al riparo dal processo elettorale, come ammette, con il suo solito sdegno per la plebaglia, Mario Monti, nella sua “Intervista sull’Italia in Europa” (1998). A Federico Rampini che gli chiede “Perché la Commissione europea ha accettato di diventare il capro espiatorio su cui scaricare l’impopolarità dei sacrifici?”, Monti risponde “Perché, tutto sommato, alle istituzioni europee interessava che i Paesi facessero politiche di risanamento. E hanno accettato l’onere dell’impopolarità essendo più lontane, più al riparo, dal processo elettorale. Solo che questo un po’ per volta ha reso grigia e poi nera l’immagine dell’Europa presso i cittadini”.

L’intero sistema U.E è stato creato appositamente per svincolare il processo decisionale europeo dai popoli che questo continente lo abitano, con il preciso scopo di garantire la piena sovranità economica e politica al padronato capitalista. L’Unione Europea è l’unione dei padroni, è uno strumento antidemocratico e di natura totalitaria. Non esiste “voto utile” in grado di cambiare un sistema che sta perfettamente conseguendo i suoi scopi.

Come abbiamo già detto più volte, un voto per gli pseudo-sovranisti alla Salvini è un voto per l’Europa. Egli stesso ha ammesso che l’uscita dal sistema euro e dalla UE “non rientravano nel programma del centro-destra”. Tra la Lega e +Europa la differenza è puramente estetica: è indifferente l’appartenenza dei parlamentari che siederanno a Bruxelles, il regime rimarrà tale e verranno portate avanti le stesse politiche liberiste volte a concentrare il potere in sempre meno mani.

Lottare, non votare

L’unica soluzione è opporsi al regime, e non “dall’interno” come sostengono maliziosamente gli agenti dormienti di esso. Occorre opporsi concretamente, con l’azione e l’organizzazione popolare, alle decisioni dell’Unione e alle figure stesse dei promotori di questa. Occorre che essi vivano nella paura, poiché questa è la giusta condizione di un oligarca democida.

Al posto di perdere tempo oggi andando in un seggio, bruciate una bandiera europea.