Siria: SAA verso la vittoria

In questi giorni le Forze Armate Siriane stanno velocemente avanzando nel nord del paese, ad ovest di Aleppo, conquistando chilometri su chilometri ogni giorno che passa, oggi hanno preso il possesso di tre posti di osservazione turchi a Saraqib, con conseguenti minacce di Erdogan di inviare ulteriori truppe a supporto dei terroristi del FSA. In poche settimane assisteremo alla battaglia decisiva di questa estenuante guerra: quella che si svolgerà a Idlib, ormai completamente circondata. Tuttavia, anche se Assad riuscisse a vincere qui (cosa molto probabile) dovrà affrontare una questione ben più grave: il sud del paese. Infatti Idlib non è l’ultima zona sotto il controllo dell’FSA, ce ne sta un’altra nel sud, al confine tra la Giordania e l’Arabia Saudita e qui a supportare i terroristi non ci sono i turchi, già più attenti a causa dei russi, ma ci sono due basi militari statunitensi. Questione che potrebbe prolungare ulteriormente la guerra sarà sicuramente la questione del Golan Siriano, ancora nelle mani illegittime di Israele, che continua senza problemi a lanciare missili su Damasco e dintorni.

Pecunia non olet: Turchia e Whirlpool

Quanto sono ipocrite le lacrime di coccodrillo versate dagli autocrati europei e dai loro peones per il povero popolo curdo assalito dal malvagio Erdogan. Ovviamente loro, titolari di una bontà innata, nulla c’entrano con l’imperialismo neo-ottomano del Sultano, si sono solo limitati a fornirgli le armi, mica potevano prevedere che sarebbero state usate per questo. Certo, da anni il regime turco finanzia bande di ribelli che scorrazzano su e giù per il confine siriano massacrando indistintamente arabi e curdi, e da anni si assiste ad una repressione cilena nei confronti di ogni oppositore ma…pecunia non olet. Alla fine “dove passano le merci non passano i carri armati, no? No, passano, ma sotto forma di merce, e magari evitano di bombardare i loft di Milano, ma questo poco importa ai 200.000 sfollati degli ultimi giorni. Questo mantra della mobilità dei capitali come condizione sufficiente per la pace è tanto assurdo quanto malizioso. In barba alle decisioni politiche del governo italiano -ricordiamo le dichiarazioni dell’ex-ministro del lavoro Di Maio in proposito- Whirlpool sarà libera di delocalizzare. L’Unione glielo permette, il diritto comunitario invita a farlo: perché dovrebbero fermarsi a pensare alle conseguenze sociali delle loro azioni? È il profitto l’unico parametro di valutazione di un’azione, non il sangue dei curdi, e nemmeno i disoccupati, ma solo il denaro, che anche se sporco mai puzza per loro

No all’intervento italiano in Siria

Da settimane il governo italiano è sotto pressione da Washington per ottenere l’ennesimo intervento militare volto a destabilizzare la regione. Noi ci schieriamo fortemente contro l’ennesimo intervento anticostituzionale volto a dissolvere qualsiasi possibilità d’autodeterminazione del popolo siriano.

Nonostante l’ambiguo silenzio di istituzioni e mezzi d’informazione i quali, ricordiamo, sono ben solerti nel celebrare il trapasso dei calciatori-terroristi, la pressione è molto alta, ennesima misura volta ad alzare la tensione con la Russia. Infatti, 8500 soldati e decine di navi da guerra sono impiegati in questo periodo nell’esercitazione navale denominata “Baltops”, la quale ha il dichiarato scopo di preparare le truppe dell’Alleanza a “difendersi da qualsiasi nemico”.

Le guerre tra oligarchi non possono che portare rovina alle nazioni. E’ compito di ogni patriota opporsi tanto all’intervento in Siria, il quale non sarebbe altro che l’ennesimo carnaio per i nostri soldati, tanto alla sempre più minacciata guerra contro la Federazione Russa, degna controparte degli imperialisti statunitensi. Solo dicendo un secco no alla guerra contro gli altri popoli e riportando il conflitto sull’asse verticale si potrà costruire una società migliore e più giusta, solo rifiutando in toto le logiche d’interesse geopolitico si potranno dimenticare gli intrighi di potere e le guerre per procura.

Nel caso di risposta affermativa, anche se propagandata furbescamente sotto termini umanitari, Giovine Italia scenderà in campo con qualsiasi altra forza amante della democrazia e della pace per difendere l’Italia da chi la vorrebbe burattino nelle mani degli imperialisti.