UE e NATO: amici degli imperialisti turchi! Di Alfio Ladisa

Venerdì scorso la Grecia ha posto un veto alla dichiarazione NATO di sostegno alla Turchia, che ha anche dichiarato guerra alla Siria. Finalmente giunge un’ottima notizia: un paese ha avuto il coraggio di dire NO ai nazisti guerrafondai della NATO, ma non cantiamo vittoria, è ovvio che questa guerra si farà, con o senza la Grecia, è necessaria ai trafficanti di armi per portare avanti il loro profitto e per destabilizzare la Siria, uno dei pochi paesi non allineati rimasti al mondo. Dove sono le differenze con i regimi nazisti e fascisti? Loro dicevano che la guerra era necessaria per la “gloria della nazione”, che “non si deve far mettere i piedi in testa da nessuno”, allo stesso modo per la NATO e l’UE la guerra è necessaria per “mantenere la pace”. Ma sempre di nazismo e fascismo si tratta, guerre per il profitto dei trafficanti di armi.
L’Italia torna in guerra, in sostegno del nuovo Impero Ottomano e contro il blocco non allineato, i nostri soldati, con il cervello totalmente lavato dal nazionalismo, tornano a mietere vittime innocenti, colpevoli di essere nate dalla parte “sbagliata” della barricata. Già, perché in questa guerra non moriranno solo i soldati turchi e italiani, – vittime ingiustificate dell’imperialismo – ma anche migliaia di siriani, visti come “inferiori” e vittime sacrificabili pur di “esportare democrazia”.
Per l’Unione Europea non è importante dove si trovi la guerra, l’importante è che non sia in Germania, in Francia o in Italia, come se la vita di uno studente in Erasmus valesse di più di quella di un siriano o di un palestinese. Ci si aspetta che i media mainstream non ne parlino proprio, o al massimo dicano che sia un’operazione per mantenere la pace, propinando la narrazione filoamericana, che vuole additare come guerrafondai paesi che non sono più in guerra da 70 anni, come la Cina o la Corea del Nord.
Sostenere questo scempio dichiarandosi anche “antifascisti” è una bestemmia all’antifascismo.