Vince il SI, vince l’oligarchia, di Andrea Gallazzi

E’ ormai da settantanni che la Costituzione Italiana viene continuamente attaccata e stracciata, ignorata o aggirata. La nostra Costituzione è stata scritta dopo anni e anni di lotta e di Resistenza contro il Fascismo che, insieme alla grande borghesia italiana, ha represso nel sangue e ha oppresso costantemente i lavoratori italiani, i quali, sotto la guida del Partito Comunista e di altre formazioni socialiste come Giustizia e Libertà, si sono ribellati dando inizio ad una guerriglia mai vista in Italia.
Al termine della Guerra civile, dalla quale l’Italia uscì distrutta, i Partigiani passarono a quella che Mao avrebbe definito una “controffensiva rivoluzionaria”, conquistando moltissime città del Nord Italia, Milano compresa.
Così, con Mussolini giustiziato e il Fascismo sconfitto, tutte le formazioni partigiane si riunirono per scrivere una Costituzione, che ben presto sarebbe stata riconosciuta come “La più bella del mondo”.
La più bella del mondo in quanto vincola lo Stato a garantire i diritti sociali dei lavoratori, tramite l’intervento nell’economia con un sistema misto, per evitare che il mostro del Capitalismo divorasse il nostro Paese, e assicurando la sovranità popolare tramite un Parlamento e un sistema politico democratico, per garantire a tutti di aver voce nella politica del paese.
Evidentemente, ci si è dimenticati di tutto il sangue versato dai patrioti italiani.
Il 20 e il 21 Settembre si è votato per un Referendum Costituzionale che aveva come scopo la riduzione del numero dei Parlamentari, da 900 a 600. Questo è uno dei maggiori attacchi alla Costituzione Italiana mai fatti dopo tutte le privatizzazioni e le misure di austerity, ormai la Costituzione è diventata carta straccia per chi governa.
Ma entriamo più nei dettagli: che cosa significa il “taglio dei parlamentari”?
Innanzitutto, bisogna specificare che in un sistema politico Capitalista, dove quindi lo Stato è nelle mani della borghesia, la rappresentanza non è altro che falsa ed il popolo non partecipa realmente alla vita politica. Essa è infatti monopolizzata da poche forze che usano il loro potere, passandoselo di mano in mano come fosse una palla, senza badare minimamente ai cittadini e ai lavoratori che, giorno dopo giorno, sono costretti a subire i risultati di politiche liberticide di tagli alla spesa pubblica. Il cittadino non ha ormai più influenza nelle decisioni del proprio Paese, in quanto oppresso dalla propria vita privata, a causa della “flessibilità” del lavoro e delle assurde regole del mercato, che impediscono a chi nasce povero di vivere una vita degna e di poter raggiungere le aspirazioni personali, consentendo solamente di sopravvivere con “l’acqua alla gola”, quel tanto che basta per tenere su il sistema intero, mentre affossa gli altri lavoratori e piccoli imprenditori “poco competitivi” nel proletariato.
Questa polarizzazione economica e politica non potrà in alcun modo essere fermata da semplici riforme perchè, come ci ricorda Gramsci, 《L’indifferenza lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta riuscirà ad abrogare》.
Tuttavia, questo taglio dei parlamentari è stato fatto passare come uno strumento per migliorare e rendere più efficiente il parlamento, in quanto si è fatto credere agli italiani che avrebbero, in questo modo, risparmiato molti soldi.
Infatti, secondo le varie forze politiche, meno persone è uguale a maggiore efficienza perchè con meno persone ci sono meno idee e le decisioni sono più veloci da prendere (probabilmente non ci si rende conto che meno idee significa meno margine democratico, dunque questa non è altro che la via per dare più potere alle oligarchie confindustriali nazionali ed europee).
Le varie campagne elettorali hanno, inoltre, mascherato il taglio della rappresentanza con la questione degli stipendi. Si tratta di menzogne: il taglio dei parlamentari in nessun modo renderebbe più efficiente il parlamento, dato che non vengono cambiati i parlamentari, semplicemente le forze maggiori (pd, lega, m5s, fdi ecc) avrebbero il totale monopolio della politica.
Questo non è altro che l’ennesimo e più grande passo verso la formalizzazione di un sistema oligarchico, dove il voto popolare non ha più significato d’esistere perchè il potere politico è nelle mani di pochi che difendono gli interessi di chi realmente comanda, ovvero i grandi imprenditori. In altre parole, i ricchi (Confindustria, Benetton, Briatore ecc ecc).
Inoltre, il taglio dei parlamentari significa allontanare ancora di più le istituzioni democratiche nate dalla Resistenza, dalla Lotta degli italiani contro il Fascismo in nome di ideali di giustizia, eguaglianza e libertà, dal Popolo, il quale avrà ancora più difficoltà nel rinnovare la politica nazionale (che sarà ancora più sottomessa ai diktat di Bruxelles) e quindi meno potere sulla vita di tutti i giorni. Tutto ciò non farà altro che peggiorare le già precarie condizioni del popolo, il tutto meschinamente mascherato dalla bellezza del libero mercato e dalla “libertà individuale”.

Questo vergognoso attacco alla Costituzione non potrà far altro che portarci verso una dittatura “de iure e de facto”, dominata dalle élites europeiste, il cui unico scopo è tenere sotto scacco i popoli, affossando chiunque nella precarietà.