Wir weben…

Il risorgimento è ancora oggi, ahimè, un tema dibattuto. Non solo per il nostro paese, ma per tutti i popoli e le nazioni europee. Nell’analizzare, però, il risorgimento a livello europeo (in questo caso ci troviamo in Germania) si ritrovano degli spunti interessanti. H. Heine, ideologo della Giovine Germania, ci permette di comprendere le dinamiche sul territorio tedesco e di come fosse vissuto lo sviluppo degli eventi in questi anni travagliati.
Heine fu un pensatore molto influente in Germania ed è celebre la sua opera “die schlesischen Weber”(i tessitori della Slesia) , in cui denuncia il trattamento dei lavoratori della Slesia in quel periodo storico.
Vi fu infatti, nel 1844, una rivolta nella regione che fu repressa nel sangue. Nella poesia, i lavoratori (che nell’ultima strofa inizieranno la rivolta) lanciano 3 maledizioni: una contro Dio, che non li aiuta. L’altra contro il Re di Prussia, oppressore. La terza e più importante, contro la Germania che non riconoscono come Madrepatria. Credono , infatti, di sostenere attivamente il Re prussiano”di tessere per lui”senza che, loro stessi, abbiano alcun tipo di ruolo, né ottengano alcun vantaggio dall’unione nazionale. Ora, la questione è da analizzare sotto molti punti di vista. La Slesia si trova al confine fra Germania, Repubblica Ceca e Polonia ed ancora oggi è spartita fra questi tre paesi.
Che non ci fosse un sentimento patriottico è chiaro. Ed è interessante constatare come le masse povere fossero deluse dagli ideali di nazione. Da questo piccola poesia, non certo celebre in tutto il mondo, possiamo ricavare alcuni spunti e, forse, alcune risposte a temi più grandi quali “i lavoratori non hanno patria”. Questi tessitori non riconoscevano la Germania, non ancora unificata ma presente sui testi di molti pensatori dell’epoca, come loro legittima madrepatria anche per colpa di un egoismo, quello del monarca, che è anche sintomo di supponenza :crede di poter unire un territorio da solo, anzi al massimo sfrutta i veri patrioti per la sua futura accentrazione di ricchezze. E ciò è riscontrabile pure in altri paesi, fra cui l’Italia, in cui l’unificazione fu portata avanti dalle monarchie profondamente reazionarie, affiancate da valorosi cittadini che dovettero, poi, piegarsi alle volontà dei sovrani ben più potenti .
Oltretutto, solo a scopo informativo, la prima unione doganale “Bund” fra le 4 città stato tedesche e la Prussia, viene considerata il primo abbozzo di Unione Europea. Passa, indirettamente, il messaggio che la riunificazione tedesca sia un passaggio importante per la distruttiva UE, che, invece di liberare i popoli, li sottomette. In questo presunto elogio vengono trascinati Heine, Mazzini in Italia e molti altri. Spiegato, di conseguenza, il motivo per cui oggi il movimento (che non si deve neanche nominare per rispetto allo stesso Mazzini) è profederalismo europeo, traviando così il significato stesso di unione dei popoli europei. E intanto, giusto da monito, anche noi tessiamo le fila della rivoluzione . Come i lavoratori della Slesia che, al termine della poesia, si ribellano. “wir weben, wir weben, wir weben”

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